"Mangia una pesca" e ascolta il blues degli Eat a Peach
Tanta qualità e musicisti doc nel repertorio della band modenese-mantovana che ripropone il repertorio degli Allman Brothers. C'è pure la magia dell'Hammond
MODENA. Un viaggio nel cuore più profondo del sud degli Stati Uniti, trasportati dalle note calde e sensuali del “southern blues”, che proprio là affonda le sue radici più vere. Basta abbandonarsi ad un pezzo come “Stormy monday” infatti, per trovarsi immersi nell’atmosfera tipica di qualche bar di New Orleans. Se le pianure in questione, fossero quelle del caldo umido del sud degli Usa, e non quelle della Bassa padana, allora si potrebbe quasi avere la sensazione, ascoltandoli, di trovarsi sul set di un film come “Una canzone per Bobby Long”. E’ invece una Band tutta modenese questa, con qualche incursione in ambito mantovano, che ha fatto dell’amore per le sonorità blues, un vero e proprio marchio di fabbrica. Loro sono gli “Eat a Peach”: Marcello Corradini, frontman e chitarra, Ulderico Wilko Zanni, all’altra chitarra, Maurizio Botti, al piano e organo Hammond, Claudio Farina, alla batteria, e Roberto Gobbi al basso. Una formazione che suona insieme da poco più di un anno, ma con un background da musicisti veri, affinato da anni di gavetta al servizio delle sette note.
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Quanto al nome scelto, curioso e molto particolare, bisogna risalire alle origini stesse del genere che propongono –quel “southern blues” con tocchi rock – e soprattutto a chi, oltreoceano, è da sempre riconosciuto come l’antesignano di queste sonorità, sconosciute ai più in Europa ed osannate invece in America. Gli “Eat a Peach” infatti, sono l’unica Tribute Band in Italia dei “The Allman Brothers Band”, lo storico gruppo “southern rock”, formatosi in Florida sul finire degli anni ’60 ed entrati a far parte della Rock and Roll Hall of Fame negli anni ’90. Ed è proprio da una dichiarazione di uno dei due fratelli Allman, Duane -rilasciata ad un giornalista nel 1972, poco prima di perire tragicamente in sella alla sua Harley Davidson sulle strade della Georgia- che la band modenese ha trovato il nome con cui tenersi a battesimo. Alla domanda del cronista, in merito a cosa stesse facendo per aiutare la rivoluzione pacifista dell’epoca, pare infatti che il chitarrista rispose: “i eat a peach”; ossia un gesto semplice e di pace, come mangiare una pesca. Un aneddoto curioso e in linea con lo spirito eccentrico e free della Band americana. D’altra parte erano gli anni ’70. Ma è proprio quello spirito, legato alla musica rock-blues, ad aver unito oggi i 5 componenti degli “Eat a Peach”.
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“Tutto è nato per scherzo dalla passione di Wilko per i fratelli Allman –racconta Marcello Corradini- tre anni fa ho suonato da Lenzotti a Modena, dove lui lavora, insieme a Claudio (Claudio Farina, il batterista). Da lì in poi, ogni anno Claudio mi chiamava per convincermi ad entrare nel suo gruppo a Mantova. Alla terza chiamata, l’anno scorso, sono stato invece io a convincerlo ad entrare nella mia nuova band modenese. Lui ha accettato subito, coinvolgendo nel progetto l’altro mantovano della formazione: Roberto, il nostro bassista. Gli “Eat a Peach” sono nati così, e nonostante il genere musicale che trattiamo non sia molto popolare, devo dire che siamo soddisfatti, perché un nome nel mondo della musica ce lo siamo fatti”.
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LA BAND
Marcello Corradini, frontman e chitarra degli “Eat a Peach”, è di Montale e l’età anagrafica, 28 anni, tradisce un background di tutto rispetto per un musicista così giovane. Ha infatti iniziato a suonare a soli 8 anni. E se la matematica non è un’opinione, sono 20 gli anni di musica che ha sulle spalle questo ragazzo, che di professione fa l’imprenditore.
Roberto Gobbi, il basso elettrico degli “Eat a Peach”, è uno dei due mantovani della formazione blues nata sotto la Ghirlandina. Un imprenditore 50enne, che oltre ad un occhio per gli affari, ha più di 20 anni d’esperienza al servizio della musica.
Claudio Farina, batterista degli “Eat a Peach”, con Roberto, il bassista, condivide diverse cose: la provenienza, Mantova, la professione, imprenditore e poi l’età. Un 50enne, che ha fatto della passione per la musica, una storia lunga una vita.
Maurizio Botti, 63 anni, pensionato, è l’”old man” del gruppo. Là dove “old”, significa una pluriennale esperienza in campo musicale, messa al servizio degli “Eat a Peach”. Modenese doc come il frontman, nella band suona il piano e l’organo Hammond.
Wilko Ulderico Zanni. Cinquant’anni trascorsi in gran parte a far scivolare le mani su sei corde, quelle della chitarra la fedele compagna di Ulderico Zanni, al secolo Wilko. Chitarrista dei Rats, tra i più conosciuti a Modena si esalta con la sua Gibson Les Paul Gold Top anche con gli Eat a Peach. Lavora da Lenzotti.
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