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Vasco, Rigo e gli altri: tributo emiliano

Vasco, Rigo e gli altri: tributo emiliano

Rossi cita Heroes, Righetti ricorda il tour del 1990. E Ligabue “si toglie il capello”

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MODENA. Il mondo della musica internazionale, ieri ha pianto la scomparsa di quello che non era semplicemente un artista, ma la storia della musica stessa. David Bowie non c’è più. La morte del Duca Bianco, ha lasciato un vuoto profondo nel cuore di milioni di fan, come di performers di ogni sorta e natura, perché quando ad andarsene è un mito come lui, un artista camaleontico che ha saputo attraversare cinque decenni di musica rock, reinventando continuamente la sua immagine e il suo stile, non esistono più bandiere o barriere geografiche. Una leggenda mondiale, verso cui anche il mondo della musica nostrana, versa ora le sue lacrime all’ombra della Ghirlandina. Una Ghirlandina che non portò però molta fortuna al Duca Bianco. Era l’8 settembre 1990 infatti, quando l’artista inglese scelse Modena come unica tappa italiana del Sound and Vision Tour. Il risultato? 36mila fan in delirio infiammarono l’arena concerti, allestita presso la festa nazionale dell’Unita all’ex mercato bestiame. Un evento unico, interrotto però da Bowie stesso dopo un’ora appena di concerto. La rabbia per i suoi problemi di salute e un’acustica non eccezionale, si sfogò infatti in un lancio di chitarra sul palco entrato poi nella storia. Una storia che si intreccia con quella di chi, quella sera, era presente. «Ricordo il ragno gigantesco che faceva parte della scenografia sul palco - afferma Rigo Righetti - all’epoca lavoravo per Studios come facchino, e avevo contribuito all’allestimento di un concerto che da mitico, si tramutò presto in un vero disastro. Bowie accusò problemi alla voce e dopo neanche un’ora di esibizione, smontammo tutto. Ma quello che oggi ci lascia è immenso: la sua musica come celebrazione della vita». Dello stesso avviso anche Luciano Ligabue, che sul suo profilo facebook scrive: “Giù il cappello di fronte a un colosso. Il suo lascito musicale è enorme. A lui il mio più sentito grazie dal profondo del cuore”. Più sintetico, ma ugualmente incisivo, il saluto di Vasco Rossi, che sempre sui social, lascia che siano le note di un successo di Bowie come “Heroes” ad onorarne la memoria. Perché “possiamo essere eroi anche solo per un giorno” scrive il rocker di Zocca.

Valentina Corsini

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