Gazzetta di Modena

E l'arte vive nella disciplina

di Michele Fuoco
E l'arte vive nella disciplina

Al Centro Muratori maestri modenesi e contemporanei

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Artisti del passato e del nostro tempo per la rassegna di pittura e scultura, fino al 30 gennaio, al Centro Studi Muratori. Una immersione nel passato, anche non lontano, ci permette di accostarci ad autori modenesi, la cui opera si caratterizza per consapevolezza di esecuzione, per un grado alto di conoscenza e comunicazione. Una maniera di rappresentazione che diventa presenza reale ed affettiva nei dipinti di Gino Molinari con il Palazzo Ducale e il Duomo di Modena, Portofino, la chiesa della Salute a Venezia; di Carlo Bassini con i luoghi del cuore, come Cervia e le vele, Comacchio; di Mario Gherardini il cui bisogno conoscitivo si sposta dal quartiere Sacca ai covoni sull'Appennino; di Gino Scapinelli che porta il colore a liricità, di cui si connotano uva e melograni, fiori gialli e il sottobosco. La pratica figurativa, esperta e perfetta nelle composizioni (servizio da the, ortaggi, conchiglie), assume per Bruno Semprebon un'aura metafisica nella “bambola rotta” e nella “cuffietta bianca” di una bimba. Così la pittura trova connessioni con l'uomo che Elpidio Bertoli, autore anche di un paesaggio e di una nevicata, esprime con vigore in Cristina e nello zingaro; Tino Pelloni con leggerezza “chiarista” nelle maschere, nelle due ragazze sulla spiaggia a Pinarella e nell'interno della stazione; Alfredo Vanzetti nel sogno di bambino e di adolescente, nella colomba e lo sparviero, dove il tessuto pittorico declina verso l'informale. Se Inigio Pagliani fa scalpitare i suoi cavalli nelle corse, al pascolo, in una scena notturna, lo Marino Quartieri rivela nella terracotta, talvolta nel bronzo, il suo giocoso e vivace bestiario, con il pavone esibizionista, il gallo conquistatore, le tenerezze tra colombi, la rivalità tra due animali feroci, l'acrobata sul cavallo, una donna senza veli su un leone, e pure negli artisti di strada, l'ubriaco. Una sezione della mostra è riservata agli artisti che hanno realizzato il calendario 2016: dai fiori di Edda Bulgarelli ai paesaggi di Gabriella Buzzola, Giuseppe Fulvio Mauro e Silvia Tassoni; dalla frutta nelle stagioni di Gian il Camponese alle soluzioni astratte e materiche di Angelo Baldaccini, Hamid Bouziane, Gian Pietro Ghidoni e Luigi Imbriale; dalle “gatte” di Thea Campedelli e personaggi di Giovanni Masetti alle metamorfosi nei mari di Luciana Vassena e ai totem, in legno o pietra, di Mario Tavolarelli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google