Gazzetta di Modena

Al Michelangelo di Modena “Il lago dei cigni” di Luigi Martelletta

Al Michelangelo di Modena “Il lago dei cigni” di Luigi Martelletta

La Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini - Compagnia Almatanz presenta, alle 21.15 di stasera, 16 gennaio, al Michelangelo di Modena, “Il lago dei Cigni” di Cajkovskij, coreografie di Petita e regia di Luigi Martelletta

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MODENA. La Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini - Compagnia Almatanz presenta, alle 21.15 di stasera, al Michelangelo, “Il lago dei Cigni” di Cajkovskij, coreografie di Petipa e regia di Luigi Martelletta. “Il Lago dei Cigni” è uno dei più famosi e acclamati balletti del XX secolo. Primo dei tre capolavori di Cajkovskij, fu composto tra il 1875 e il 1876. Una grande storia d’amore come nella tradizione romantica che si conclude con la morte dei due infelici amanti sulle note di una musica travolgente. Lo spettacolo nasce da un’idea che da anni il regista e coreografo Luigi Martelletta inseguiva e sperava di mettere in scena: la sua lunga ed intensa carriera come primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma ed in tanti altri teatri italiani ed europei gli ha permesso di studiare a fondo e di danzare molte volte questo balletto.

 In questa versione la drammaturgia classica teatrale del balletto è abbandonata a favore di una forma di riappropriazione della realtà e dell’esperienza comune basata sui particolari e sulle singole situazioni riunite tra loro in collage ampio e sfaccettato, secondo una metodologia di lavoro di ricerca. Fortemente legato alla tradizione accademica, Martelletta proporrà un lavoro stilisticamente più snello, più vivace, alleggerendo tutti i manierismi e le pantomime che fanno parte del repertorio classico, mantenendo comunque le coreografie originali e presentando tutte quelle danze che molti conoscono e si aspettano: i cigni, la danza spagnola, la danza russa, il valzer, i passi a due, e molto altro.

La particolarità di questo spettacolo consiste proprio nella capacità di unire fantasia e realtà, di proporsi vivo e attualissimo, pur dimorando in un suo pianeta espressivo che sa di antico. L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile, è l’obiettivo totalizzante della creazione. Prossimo appuntamento dal 19 al 21 marzo con Giorgia Trasselli e Antonio Conte in “Finché vita non ci separi” di Gianni Clementi per la regia di Vanessa Gasbarri. Appena rientrato da una missione in Afghanistan, un carabiniere è atteso all'altare dalla figlia del proprietario del ristorante “La Scamorza”, ma vi sarà una situazione piena di equivoci e comicità. (n.c.)

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