Bisbetica domata, quando Shakespeare è riletto dai moderni
FIORANO. La stagione del Teatro Astoria organizzata da Tir Danza e dal Comune prosegue, alle 21 di domani, con ‘La bisbetica domata’ di William Shakespeare. La regia è di Tonio De Nitto, traduzione...
FIORANO. La stagione del Teatro Astoria organizzata da Tir Danza e dal Comune prosegue, alle 21 di domani, con ‘La bisbetica domata’ di William Shakespeare.
La regia è di Tonio De Nitto, traduzione e adattamento di Francesco Niccolini, con Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella. Le musiche sono di Paolo Coletta, le scene di Roberta Dori Puddu.
La commedia scorre sul racconto di due sorelle, Caterina e Bianca, e di un paese. Questa è la storia di un villaggio che ha ferito e svenduto un bene prezioso ed è una storia che avrebbe potuto essere una favola.
Caterina l'inadeguata, la non allineata è la pazza per questo villaggio. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall'amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l'amore, ma a contrattualizzarlo. La nostra Caterina non sta a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini.
Ed ecco che la commedia si fa favola nera, più contemporanea forse, nell’addomesticamento che non è molto diverso dal soccombere.
La Compagnia Factory ritorna ad affrontare Shakespeare dopo le prove de “Il Sogno e di Romeo e Giulietta”, insistendo ancora una volta su una lettura corale e visionaria dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera.
La stagione teatrale dell'Astoria si conclude il 13 febbraio con l’innovativo spettacolo di danza ‘Indaco’ della RBR Dance Company, ispirato ai temi dell'Expo 2015. Grazie al supporto di speciali effetti video e particolari fondali, saranno creati scenari surreali.
I danzatori si alterneranno sul palcoscenico apparendo e scomparendo, moltiplicandosi, grazie ad uno studio accurato di luci e proiezioni che incanterà il pubblico, il quale si ritroverà piacevolmente proiettato in una atmosfera rarefatta dalle magiche illusioni ottiche. La fusione del linguaggio corporeo, musicale e scenico, evocherà una incessante tensione verso la vita, intesa come fusione di spinte energetiche. (n.c.)
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