Ottavia Piccolo porta “Enigma” a Mirandola
Una storia nella quale verità e bugie si confondono. «Un testo duro e pieno di spunti di riflessione»
MIRANDOLA. L'attrice Ottavia Piccolo sarà all'Auditorium Montalcini a Mirandola giovedì 21 gennaio con lo spettacolo "Enigma. Niente significa mai una cosa sola", tratto dal testo del drammaturgo Stefano Massini per la regia di Silvano Piccardi, in scena insieme a Ottavia.
I due protagonisti vivono nella Berlino di sette anni fa, vent'anni dopo la caduta del muro in una città che porta ancora le lacerazioni e le ferite del passato e dove il professore Hilder e la professoressa Ingrid si incontrano, a seguito di un banale incidente e si confrontano, il tutto ambientato dentro l'appartamento del professor Hilder. Una storia che si snoda tra passione, passato, ferite ancora aperte e tante incognite, proprio come anticipa il titolo e che vede come protagonista un'attrice fra le più brillanti in Italia, con alle spalle ben 55 anni di carriera, festeggiati l'anno scorso, tra cinema, televisione, musica e ovviamente il suo grande amore, il teatro.
Che tipo di storia è Enigma?
«Il sottotitolo "Niente significa mai una cosa sola" già vuol dire molto, è una storia apparentemente banale, due persone si incontrano e non si sa chi siano, lo spettacolo è diviso in undici segmenti segnalati ogni volta e all'inizio il pubblico sarà avvertito che in ognuno dei segmenti i personaggi potrebbero mentire. Quindi uno o tutti e due potrebbero mentire, sapendo ovviamente di mentire. Questo dà al pubblico una specie di "allerta" verso quello che sentono e vedono. La storia è ambientata a Berlino Est nel 2009 e loro sono due reduci della Repubblica Democratica tedesca e sono tutti e due, sia l'uomo che la donna avendo vissuto quarant'anni nella repubblica, privati dei loro punti di riferimento, sono come due naufraghi senza più certezze».
Come vivono i due person«ggi?
«Tutto quello che succede intorno a loro fa si che le loro certezze siano continuamente messe in discussione. A mano a mano che la storia si sviluppa si scopre che sono due professori, lei di storia, lui di matematica, quindi parlano anche del loro passato come insegnanti ma capiamo che tutti e due nascondono qualcosa e fino alla fine non si capirà di cosa si tratta. L'autore, Stefano Massini, è molto attento alla psicologia e al rapporto fra la grande storia e le storie personali, il rapporto degli individui rispetto al cambiamento e alle grandi rivoluzioni, quindi è un testo molto stringato perché dura poco più di un'ora ma è pieno di spunti di riflessioni. Devo dire che mi trovo molto con Stefano, questo è il suo quinto testo che metto in scena e sono molto felice di aver incontrato un giovane autore che mi corrisponde perfettamente e scrive davvero bene, anche con Silvano ho lavorato parecchie volte, da questo punto di vista sono molto contenta».
Lei ha lavorato anche con Luchino Visconti, cosa ricorda di questo grande regista?
«Ho potuto prendere parte ad un film come "Il Gattopardo" che è entrato nella storia del cinema, anche se ai tempi ero una ragazzina però per me entrare nel cinema da quella porta con tutti gli attori straordinari che c'erano in quel film è stata davvero un'esperienza unica. Tre anni dopo sempre con Visconti ho fatto "Il giardino dei ciliegi". Vederlo lavorare è stato davvero un piacere, poi negli anni ho lavorato anche con Ettore Scola e tanti altri registi unici e bravissimi».
Probabilmente glielo staranno chiedendo in molti visto il momento, ma come è stata l'esperienza di doppiaggio di Carrie Fisher, la principessa Leila di Guerre Stellari, a cui lei ha dato la voce anche nell'ultimo episodio?
«Ah Guerre Stellari - commenta ridendo - certo è stata una bella esperienza e porto davvero un bel ricordo. La cosa divertente è stata che nessuno si ricordava di questo mio doppiaggio e invece, dopo l'uscita dell'ultimo episodio, tutti a chiedermi "Mi fa un battuta di Leila?" e io rispondo "Che la forza sia con te».
Serena Fregni
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