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Concerto disegnato Con Colapesce la musica è fumetto

Concerto disegnato Con Colapesce la musica è fumetto

MODENA. Il cantautore e musicista Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce insieme al disegnatore Alessandro Baronciani sarà alla Tenda questa sera alle 21 per un evento molto particolare, un concerto...

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MODENA. Il cantautore e musicista Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce insieme al disegnatore Alessandro Baronciani sarà alla Tenda questa sera alle 21 per un evento molto particolare, un concerto disegnato. Al centro della serata ci sarà la graphic novel "La distanza", creata e scritta dal duo che vede come protagonisti tre giovani trentenni immersi nella splendida cornice siciliana dove uno di loro, il giovane Nicola, sta per partire per andare a raggiungere la sua ragazza che vive a Londra ma prima decide di fare un tour dell'isola con due amiche, Francesca e Charlotte. Una specie di road trip dove si racconta una generazione, quella dei trentenni e ci si interroga sul restare o partire, andarsene o meno lontano dalla famiglia e dagli amici, il tutto attraverso la musica di Colapesce che incontra i disegni di Baronciani. La serata aprirà la rassegna "Cantautori su Marte", promossa dal Centro Musica di Modena con la direzione artistica di Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) che proseguirà con tre intervista, curate da Francesco Locane di Radio Città del Capo con musica dal vivo: il 4 febbraio con Iosonouncane, il 19 con Andrea Appino e il 4 marzo con Alberto Ferrari dei Verdena. Colapesce racconta la genesi del concerto disegnato.

Di cosa parla "La distanza"?

«La storia racconta di tre ragazzi che fanno questo viaggio all'interno della Sicilia, gli ultimi tre giorni prima della partenza di uno dei tre protagonisti, Nicola. C'è un rapporto viscerale con la Sicilia e parla un po' delle difficoltà dei giovani trentenni. Anche io sono siciliano ed è stata anche l'occasione per disegnare e rivivere dei posti a cui appartengo, i luoghi della mia Sicilia».

Restare o partire, un dilemma di molti giovani...

«Certo, noi infatti cerchiamo di parlare di distanza, non solo in termini geografici ma anche in termini emotivi, dell'anima, è uno degli aspetti che tengo a sottolineare».

Come è nata la vostra collaborazione?

«Ci siamo conosciuti qualche anno fa, io avevo intitolato un canzone del mio primo disco prendendo il nome da un suo fumetto "Quando tutto diventa blu", da lì è nata prima un'amicizia e poi una vera e propria collaborazione con il concerto disegnato che ci ha portato in giro per l'Italia».

Il protagonista, sta per andarsene dall'Italia, tu hai mai pensato di andartene?

«Certo, appena terminata l'università a Catania, dopo il mio primo album ci avevo pensato, non escludo per il futuro un'esperienza all'estero».

Cosa piace al pubblico del vostro spettacolo?

«Proprio il fatto che non è il solito spettacolo ma che si deve seguire sia ascoltando che guardando, si crea uno spettacolo quasi teatrale e questo è uno dei motivi che tiene legato il pubblico dall'inizio alla fine. Non è solo musica ma diventa molto di più».

Sesrena Fregni

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