Gazzetta di Modena

I campioni del colore

di Michele Fuoco
I campioni del colore

Alla Meridiana di Casinalbo un iter da Malatesta a Reggiani

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FORMIGINE. Attraversa la ricerca di molti artisti modenesi tra Otto e Novecento la mostra, fino al 7 febbraio, al Club "La Meridiana" di Casinalbo, organizzata dall'Associazione "In Arte Gaudium" di Alberto e Alessandro Andreoli e di Mariano Pugliese. In circa 80 opere di 40 campioni della pittura è possibile verificare il senso della tradizione figurativa secondo i grandi modelli offerti da Adeodato Malatesta, direttore dell'Accademia Atestina, autore di un delizioso ritratto (Elvira Monaldi) e da Graziosi con una serie di tecniche miste (Venezia al tramonto, casolare, contadine al lavoro....), per poi approdare all'astrattismo geometrico di Mauro Reggiani, con i rimandi a forme e colori delle distese dei prati. Tutto configura un'arte esperta, non esente da esperienze che gli autori, vincitori del Pensionato Poletti, hanno fatto a Roma, Firenze e Venezia; alla Biennale di Venezia che, dal 1895, è termometro della creatività a livello internazionale; alla Saletta degli Amici dell'Arte, presso il Caffè Nazionale, dove dal 1947 sono stati ospitati i maestri del tempo (Picasso, De Pisis, Carrà, Sironi, Afro, Casorati, Morlotti...) e anche modenesi. Un bisogno conoscitivo che si riflette nella "ragazza dal velo rosa" di Bellei, la cui dolcezza è anche intima; in "cherries for baby" di Zampighi che sostiene dei gesti in una scena familiare; nel "trionfo dei putti" di Muzzioli che restituisce un'immagine di raffinatezze "antiche" e moderne. La "carovana nel deserto", tradotta con pennelate rapide, evidenzia la vocazione di Valli per i viaggi in Africa; "barche a Venezia" rimandano al romanticismo di Miti Zanetti per la città che lo ha accolto da giovane. E Burano diventa per Vellani Marchi, Leo Masinelli, Tino Pelloni e Salvarani luogo di illuminazione per la loro pittura. Le lumiere di Annovi si nutrono di un sentimento di meravigliata attesa, le figure di Trevisi riportano al terrore dei campi di concentramento. Il disegno è definizione conoscitiva per Magnavacca, Augusto Baracchi, il caracaturista Mario Molinari che con la tavola ad olio "aeropittura" aderisce al Futurismo. Vivacità e libertà respirano i monotipi (Moulin Rouge, pagliaccio...) di Vecchiati. Tra i quadri di Bertoli anche un dipinto astratto, salvato da rogo di piazza Grande, quando il pittore diede alle fiamme tele astratte e metafisiche, perché ritenute di arte "falsa e istrionica".

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