Alle Passioni di Modena storie del mondo arabo raccontate da un arabo
Il drammaturgo egiziano Ahmed El Attar al teatro delle Passioni di Modena presenta lo spettacolo che fu vietato in Libano perchè ritenuto “troppo critico”
MODENA. “L’importanza di essere un arabo” descritta da un autore poliedrico. Alle 20 di oggi, sabato 23 gennaio, Ahmed El Attar porta in scena al Teatro delle Passioni “On the importance of being an Arab”. Uno spettacolo composto da “capitoli-video” in cui la storia personale dell’autore è la fonte di pensieri più ampi.
Si spazia dal mondo in cui vive il drammaturgo egiziano a riflessioni sull’essenza della recitazione.
«Due temi sono stati al centro del mio lavoro nel corso degli anni - ha spiegato il fondatore dello “Studio Emad Eddin Foundation” - Uno è la famiglia, con le sue strutture interne di potere, e l’altro è il rapporto d’interdipendenza tra padrone e servo. Entrambi riflettono le più ampie dinamiche presenti all’interno della società, così come la sua perenne sotterranea crisi. Credo che ciò che più coinvolge il pubblico, nel mio lavoro, non sia un tentativo di verosimiglianza, ma piuttosto la rappresentazione dell’irrazionalità di situazioni, relazioni e condizioni che tutti condividiamo quotidianamente».
L’opera, in arabo con sovatitoli in italiano, è stata rappresentata la prima volta nel 2010. È stata interpretata in oltre quindici Paesi del mondo islamico e non. Il Libano, nel 2012, ha posto il veto alla rappresentazione al Monnot Theatre di Beirut per presunte critiche all’allora presidente egiziano Hosni Mubarak.
«Il mio è un lavoro che non intende presentare problemi - ha replicato l’autore - o proporre soluzioni. Mi piace credere che descriva semplicemente ciò che vedo io, magari distorto secondo il mio modo di percepirlo, e lasciando al pubblico tutto l’onere di riflettere sulle modalità dell’intervento sociale».
Ingresso unico a sei euro. Lunedì e martedì El Attar sarà all’Arena del Sole di Bologna con “The last supper”. Una “ultima cena” che rappresenta il clima vissuto in una famiglia durante la “Primavera araba”.
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