Gabriele Pignotta a Modena: "Così aggiorno il softwere del teatro"
Arriva al Michelangelo di Modena la nuova commedia di Gabriele Pignotta, “Contrazioni Pericolose”, che sarà in scena da stasera, martedì 26 gennaio a giovedì 28 gennaio, alle 21.15. Pignotta (che firma anche la regia) sarà...
MODENA. Arriva al Michelangelo la nuova commedia di Gabriele Pignotta, “Contrazioni Pericolose”, che sarà in scena dal 26 al 28 gennaio alle 21.15.
Pignotta (che firma anche la regia) sarà affiancato sul palco da Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari. In una sala travaglio di un ospedale romano, una partoriente è un trepida attesa. La assiste un esperto e divertente ostetrico nella vana speranza che a dare una mano arrivi la madre della donna impegnata nella ricerca di un parcheggio. Sopraggiunge invece un vecchio amico indaffarato e di corsa. Così tutti e tre si ritrovano alle prese con quello che sarà il lieto evento non prima di una serie di colpi di scena inaspettati. Le risate non mancano fino all'epilogo che coinvolgerà tre vite, anzi quattro.
Pignotta, come è nata l'idea di ambientare la commedia in una sala parto?
«Poco prima che iniziassi a scrivere è nata mia nipote ed ho passato un intero pomeriggio con mio fratello nella sala antistante la sala travaglio. Da qui è nata l'idea di raccontare i cambiamenti dovuti alla nascita di una bambina».
L'hai definita “la commedia della maturità”. Perché?
«Perché è una drammaturgia più matura che riesce a miscelare con più sicurezza il contenuto e la risata, la gag e lo sviluppo dei personaggi. Credo che sia un testo completo e anche le recensioni dello spettacolo di prestigiose firme che non amano particolarmente la commedia lo hanno messo in evidenza».
Racconti la generazione dei quarantenni con tutte le loro insicurezze.
«È proprio così. In questo caso le “Contrazioni pericolose”, oltre ad essere quelle del parto, sono anche quelle esistenziali dei quarantenni di oggi».
Squadra vincente non si cambia. Anche in questa commedia ci sono al tuo fianco Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari.
«Sono dei componenti fissi della mia Compagnia. Sono molto bravi ed abbiamo un ottimo affiatamento ma mi sto allargando anche ad altre collaborazioni perché fa sempre bene crescere».
Con le tue commedia hai reinventato la commedia all'italiana.
«Più che all'italiana direi la commedia italiana nel senso che in teatro c'era bisogno di un aggiornamento del software. Credo di essere stato, negli ultimi anni, uno dei pochi che ha portato un linguaggio moderno e contemporaneo».
Si dice che il teatro sia in crisi ma le tue commedie continuano a riempire le sale.
«Evidentemente il teatro è entrato in crisi perché si proponevano cose brutte. Oggi, con tutte le proposte televisive dei vari canali di una televisione generalista, trovare un buon motivo per uscire e spendere trenta euro per uno spettacolo non è facile. Quando proponi una cosa bella il pubblico accetta il sacrificio».
La gente ha bisogno di ridere.
«Ridere produce una sensazione di benessere e l'uomo è più propenso a regalarsi momenti di benessere che di malessere».
Dopo la felice esperienza di due anni fa pensi di riportare qualche tua commedia al cinema?
«Credo di ritornarci e di rimanerci. Sto scrivendo il secondo film dopo “Ti sposo ma non troppo” che inizierò a girare questa estate. Ho collaborato anche nella sceneggiatura dell'ultimo film di Verdone».
Sei di casa al Teatro Michelangelo e c'è un bel feeling con il pubblico modenese.
«Tutte le mie commedie passano per il Michelangelo anche grazie a Berto Gavioli che è sempre attento alle nuove produzioni. Il pubblico è molto caloroso e quando vengo a Modena è come stare a casa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
