Finale, un ritratto dagli Estensi ad oggi
Pubblicato un prezioso volume curato da Mauro Calzolari e Francesca Foroni
FINALE EMILIA. Per chi vuole approfondire a fondo le vicende storiche e artistiche di Finale, una delle “capitali” della Bassa, ora c'è a disposizione un volume imperdibile: “Simboli di una comunità. I caratteri identitari di Finale Emilia dagli Estensi a oggi”. L'opera, a cura di Mauro Calzolari e Francesca Foroni, presenta molti saggi di studiosi che si dedicano ai trasporti sul canale Naviglio con l'arsenale cittadino, alla torre civica con le storiche campane, al palazzo Pubblico, alle chiese, all’arte, all'araldica e a tutto quanto concorre a delineare la storia di queste terre. Un primo merito è il basso numero di immagini legate ai disastri provocati dal terremoto 2012: non si tratta di una omissione quanto del tentativo di non concentrare secoli di storia cittadina solo e unicamente in quella tragica occasione. Certo Gianluca Bonfatti, occupandosi della torre civica risalente in origine al XIII secolo, non può non ricordare che nel maggio di quasi quattro anni fa il suo crollo fece il giro del mondo, divenendo un simbolo del terribile sisma. Un simbolo racchiuso nelle vene dei finalesi che sopravvisse anche ai bombardamenti del 22 aprile 1945 e che, tutti sperano, rinascerà. Molto belle anche le immagini che compaiono nel testo “la comunità e il suo fiume” di Alessandro Pisa: tutti i lettori potranno capire da qui come in antico il “castrum Finalis”, nato nel 1213 dal comune di Modena, fosse una vera e propria città dipendente dall'acqua. Di un altro simbolo cittadino, il palazzo comunale di metà Settecento, si occupano Matteo Ruini e Vincenzo Vandelli con molte immagini storiche e poco spazio dedicato ai danni del sisma. Lo storico dell'arte della Soprintendenza Marcello Toffanello, responsabile per lo Stato della tutela del patrimonio cittadino, racconta l'importanza della città anche da questo punto di vista attraverso quadri di Luigi e Giuseppe Maria Crespi, Antonio Consetti, Francesco Vellani e gli altri artisti conservati nelle daneggiate chiese finalesi. Ma è impossibile riassumere tutti i caratteri di questa città che questo importante libro, voluto da amministrazione comunale e Gruppo studi Bassa modenese, ben evidenzia in parole e immagini.
Stefano Luppi
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