Pasolini e la trilogia della vita
Al Museo Simomini e alla Pro Loco immagini dal set e i libri
CASTELFRANCO. «Per me l'erotismo, nella vita, è una cosa bellissima, e anche nell'arte, un elemento che ha diritto di cittadinanza in un’opera come qualsiasi altro». Una visione che Pier Paolo Pasolini riflette anche nella “Trilogia della vita” costituita dai film “Decameron”, i “Racconti di Canterbury” e “Il fiore delle mille e una notte” proiettati al Cinema Nuovo, e indagati da due mostre: una al Museo Simonini, con foto dal set di Roberto Villa e documenti vari; l'altra alla Pro Loco, con immagini di Miriano Mazzoli. In questi lungometraggi motivi di piacere amoroso, di godimento dei sensi, ma anche messaggi politici, con riflessioni sul fiducioso amore per la vita di Boccaccio che nella sua “commedia umana” non aveva intuito la rovina della borghesia medievale. Cosa invece ben affrontata nei “racconti” dallo scrittore inglese che manifestava con ironia il disgusto per la borghesia alla quale pur non mancava la triste coscienza della propria condizione. E “Le mille e una notte” sono rivelatrici de “la verità che non sta in un solo sogno, ma in molti sogni”. In mostra al Museo di Palazzo Piella le foto di scena, dal ricco archivio di Maurizio Baroni, rimandano agli anni '70, quando i falsi moralismi portavano alla censura. Quei nudi di purezza e di peccato facevano gridare allo scandalo, come pure il manifesto del “Decameron” per la presenza di una suora che Tino Avelli aveva posto tra i personaggi del film. Alle pareti anche il bozzetto pittorico originale, con due corpi nudi, che Avelli aveva concepito per il primo manifesto. Ma la proposta non passò... Nessuna censura, però, per il manifesto dei “Racconti” di Chaucer, soltanto perché «l'autore Sandro Symeoni - dice Baroni - fece ricorso ad una figurazione che, attinta dalle vetrate gotiche delle cattedrali francesi, celava anche certi atteggiamenti osé delle figure». In bacheche libri di Garzanti e Cappelli con l'autografo di Pasolini e un Lp con le colonne sonore di Moricone. Due sale accolgono 30 immagini, selezionate tra le oltre 4mila scattate da Villa sul set del “Fiore delle Mille e una Notte”, in Yemen e in Iran. «Per una “pizza” deteriorata - rivela Baroni - fu necessario ricostruire la scena “Stanza degli specchi” da Dante Ferretti a Cinecittà». Alla Pro Loco viene documentata, in 10 foto di grande formato di Mazzoli, l'ultima conferenza in Italia che Pasolini tenne nell'aprile 1975 al Comunale di Castelfranco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
