Se l'immagine diventa un anagramma
Nello spazio di viale Amendola i nuovi lavori di Marco Signorini
Marco Signorini ritorna, dopo la mostra 2009, a Metronom, in viale Amendola 142, per presentare i suoi ultimi lavori sotto il nome di “Anagram”. L'artista che vive a Firenze ed è docente di fotografia all'Accademia di Brera a Milano e di Carrara, attinge da internet una selezione di immagini (figure e paesaggi) che, sottoposte a tecnologia digitale, acquistano un'altra dimensione lontana dal referente originario. In questo processo di destrutturazione dell'immagine che acquista il carattere di un anagramma, per la permutazione degli elementi anche nuovi di cui essa si connota, Signorini pare avvalersi di un metodo sistematico, proprio degli algoritmi, che determina un effetto di tessitura di fluidità di una immagine segmentata, dagli schemi talvolta asimmetrici e dagli sviluppi fantastici, quasi giocosi. Ogni opera, in un controllo di tensioni dinamiche, parla di una generazione di una nuova immagine, di enigmi, anche quando non si sottrae a verificare possibili dati dell'esperienza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
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