Matteo Richetti: "Il caso Aimag, l’area vasta e il coraggio dei sindaci"
Matteo Richetti, deputato del Pd, analizza la situazione che si è venuta a creare in vista della ricerca di un nuovo partner per Aimag.
Egregio direttore,
nel suo editoriale di domenica scorsa ("Di fronte al bivio Aimag") ha messo "i piedi nel piatto" su una delle questioni più rilevanti che sono in discussione nella nostra provincia. Le scelte strategiche che l'Area Nord compirà circa la gestione dei servizi pubblici locali infatti, sono un tassello fondamentale di quella idea di area vasta e risposte al territorio su ampia scala e avranno un impatto fondamentale sul futuro dei modenesi.
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Ho atteso una settimana per vedere e ascoltare le reazioni alle sue considerazioni. Ovviamente invano. E guardi, non si tratta di rispetto o riservatezza verso una procedura delicata che riguarda un'azienda a maggioranza pubblica come Aimag. Su questo infatti non intendo in nessun modo interferire nelle scelte che gli amministratori devono prendere esclusivamente nell'interesse dei cittadini carpigiani e della "Bassa", ma è evidente che alla base di questa decisioni ci stanno considerazioni politiche alle quali non mi voglio sottrarre.
E mi rammarica molto il silenzio del mio partito, il Pd, che preferisce un dibattito carsico e opaco ad una salutare discussione aperta sul futuro dei nostri territori. Ma questo spiega perché siamo rimasti, fino a ieri, per due mesi senza segreteria provinciale e senza che nessuno se ne accorgesse. I Sindaci hanno fatto bene a guardarsi intorno, con una manifestazione d'interesse, pubblica e trasparente, che ha fatto emergere con plastica chiarezza le opzioni di fondo possibili.
Queste opzioni, al di là degli aspetti tecnici, mettono ora davanti a sindaci e consigli comunali due scenari, due diverse opportunità e strategie di sviluppo per un vasto territorio della nostra provincia. Fin qui, nella nostra regione, si è proceduto alla rovescia: sulla base di aggregazioni e acquisizioni aziendali, si sono determinate le sinergie territoriali della politica. Potremmo dire che l'area vasta se la sono fatta le multi utilities, non i consigli comunali. La politica a rimorchio delle aziende.
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Aimag rappresenta l'opportunità di invertire i termini del ragionamento: cosa valorizza il territorio, quell'azienda e i suoi cittadini (non ho scritto clienti)? Aimag serve un territorio con 280.000 abitanti sul quale gestisce servizi essenziali,ricavandone ogni anno 228 milioni di euro, ma riversandone 128 in termini di valore aggiunto distribuito, dividendi, canoni, fornitori locali. E' di questi giorni la presentazione del piano industriale dei prossimi tre anni: 85 milioni di investimento sul territorio, ricostruzione degli impianti danneggiati dal terremoto quasi completata, potenziamento e costruzione di nuovi impianti, rinnovo delle reti, compreso il rifacimento imprevisto e straordinario di una condotta adduttrice in cemento amianto per l'alimentazione idrica di Carpi.
Si cerchino le soluzioni e le integrazioni più virtuose dal punto di vista della qualità dei servizi e dei loro costi. "Non più una semplice municipalizzata, ma un'azienda vera, possibile motore di nuovo sviluppo, supporto al distretto che oggi è più che un'eccellenza nel sistema Modena", ha scritto lei direttore appena una settimana fa. Aggiungo che questo non si può sacrificare sull'altare di scelte preconfezionate e che la sbornia da aggregazioni che portano a grandi colossi (qualcuno li chiama carrozzoni) ha mostrato luci, ma non meno ombre. Prima la crisi economica e poi il terremoto hanno visto il vasto territorio in cui è insediata Aimag reagire, nonostante tutto, con una forza impressionante. La strada da percorrere è scritta lì, scommettendo e facendo leva su questa forza: la strada meno battuta, perché meno comoda e più coraggiosa. Quel coraggio che hanno tutti i giorni gli imprenditori di questo territorio, quel coraggio, quella scommessa su sé stessi, manifestati di fronte al terremoto. Quel coraggio che, ora, serve a noi.
* deputato Pd
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