“Molière” di Rossi: a Carpi un gioco di specchi che parla di teatro
Una commedia, riscritta e riattualizzata, che mostra la vita affascinante e divertente di un gruppo di teatranti che ha per capocomico uno straordinario Paolo Rossi. Questo è “Molière" in scena a Carpi
CARPI. Una commedia, riscritta e riattualizzata, che mostra la vita affascinante e divertente di un gruppo di teatranti che ha per capocomico uno straordinario Paolo Rossi. Questo è “Molière: la recita di Versailles”, lo spettacolo che la stagione di Prosa del Teatro Comunale ha in programma per oggi, 5 febbraio, e domani 6 febbraio, alle 21 e domenica 7 alle 16. Rossi è anche autore dello spettacolo con Giampiero Solari (che ne è il regista): basato su un canovaccio di Stefano Massini “Molière: la recita di Versailles” vede in scena anche Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciani, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella, Paolo Grossi.
Domani Rossi e gli altri attori della Compagnia incontreranno il pubblico alle 17.30 nel Ridotto del Teatro Comunale. La conversazione, a cura di Sara Gozzi, permetterà di avvicinare artisti e appassionati, scoprendo curiosità su backstage e messinscena. Ingresso libero.
Con l’intento di fondare la nuova commedia di carattere e di costume, Molière riassume l’esperienza del teatro comico italiano e in particolare della commedia dell’arte, ritenendo necessario realizzare opere che attraggano il pubblico. La riscrittura dell’opera si prefigge di fondere la tradizione e l’attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti alla ricerca del capolavoro, tra brani tratti dalle commedie più celebri e stralci della biografia per lo più sconosciuta del grande autore francese.
Un viaggio nel teatro, il racconto del dietro le quinte di una compagnia in prova che deve allestire uno spettacolo in tutta fretta, una nuova commedia che mette a confronto in un gioco di specchi temporali ed esistenziali il lavoro e la vita di Molière e del capocomico Paolo Rossi.
«Molière mi affascina per le voci che circolano sul suo lavoro e la sua vita privata - spiega Paolo Rossi - ma soprattutto per le leggende - le chiamerei così - sulla sua compagnia, che mi è sempre apparsa come una famiglia che oggi chiamerebbero allargata. Avrei voluto vivere e recitare con loro, e infatti ho sempre voluto che le compagnie con cui ho lavorato diventassero una famiglia. Quelle belle famiglie con tante persone e non poche solitudini, costrette a restare unite amorevolmente per affrontare nuove sfide».
Nicola Calicchio
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