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“Gyula” di Fulvio Pepe: a Vignola una favola per riscoprire i valori del cuore

“Gyula” di Fulvio Pepe: a Vignola una favola per riscoprire i valori del cuore

Quasi una favola, con la forza dei grandi sentimenti e la levità delle piccole cose quotidiane. E' lo spettacolo che va in scena al fabbri di Vignola

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VIGNOLA. Quasi una favola, con la forza dei grandi sentimenti e la levità delle piccole cose quotidiane; una storia d’amore corale, in cui una comunità che annaspa nella crisi riscopre il valore dell’amicizia, dell’arte, della speranza: “Gyula”, testo scritto e diretto da Fulvio Pepe, attore di grande talento, va in scena, alle 21 di oggi, 9 febbraio, al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola. Sul palco Ilaria Falini, Orietta Notari, Gianluca Gobbi, Enzo Paci, Alberto Astorri, Nanni Tormen, Ivan Zerbinati, Alessia Bellotto, Pietro Bontempo, Laura Cleri, Massimiliano Sbarsi costruiscono un delicato carillon, il cui cuore è l’efficace meccanismo drammaturgico in cui ogni personaggio con le sue peculiarità contribuisce all’ingranaggio.

In un tempo e un luogo indefiniti, un “qui ed ora” lontano eppure molto simile al nostro oggi precario, vive Gyula, un ragazzo diverso ma di grande sensibilità e dignità, amorevolmente cresciuto da mamma Eliza. Intorno a loro si raccoglie un vicinato racchiuso in poche strade, un bar e una vecchia falegnameria: a personaggi pragmatici e terrigni si affiancano caratteri più eterei e romantici, tutti impegnati a sopravvivere alla morsa della crisi, che chiude tanto le fabbriche quanto le orchestre, che strozza i sogni, soffoca le speranze di chi desidera seguire le proprie passioni o semplicemente condurre un’esistenza tranquilla.

Bogdan e Adi sono operai, Messi è capo cantiere, Yuri fa l’autista, Viku il barista, Nina è un’ubriacona, il Maestro Jani era un violinista, ora non lo sa più, Tania è sua moglie. Questo il coro di voci ed esistenze che si intrecciano, complici una serie di coincidenze, con quella di Gyula, personaggio di lacerante purezza e di tenera ingenuità. Così, l’essere apparentemente più fragile e in difficoltà diviene invece l’unico in grado di incidere la grevità della realtà che lo circonda: Gyula sarà il sorprendente artefice di un piccolo, grande miracolo, convincendo tutti che è possibile scoprire nuove possibilità e afferrarle, se si ha passione e si crede in sé e in chi ci vuole bene.

Vera protagonista è la piccola storia d’amore del sottotitolo: quella fra la madre e il figlio disabile e quella fra l’autore del testo, Fulvio Pepe, e la musica, elemento che attraversa e permea tutta la narrazione. «C’è qualcosa nella musica che mi ricorda l’amore - ha dichiarato l’autore e regista - La sua capacità di aggirare la sfera della coscienza, permette di far emergere delle parti di noi profonde e sconosciute, delle parti dell’Io pure e spudorate». I biglietti si possono acquistare oggi alla cassa del Teatro Fabbri dalle 10.30 alle 14 oppure prima dello spettacolo.

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