Gazzetta di Modena

Paolo Cevoli apre la stagione all'Auditorium di Maranello

Paolo Cevoli a Maranello
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Paolo Cevoli a Maranello

Sarà Paolo Cevoli a dare il via alla nuova stagione dell'Auditorium Ferrari di Maranello con lo spettacolo "Perché non parli"

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MARANELLO. Atteso appuntamento quello di stasera  10 febbraio, all’Auditorium Ferrari alle 21, quando sul palco salirà Paolo Cevoli con il suo nuovo lavoro “Perché non parli”. Nella passata stagione con lo spettacolo “Il sosia di lui” fece registrare il tutto esaurito e anche stasera c'è da scommettere che i 400 posti della sala si riempiranno presto.

Vincenzo “Cencio” Donati è il garzone di Michelangelo Buonarroti. Distratto e pasticcione, non riesce mai ad esprimersi correttamente per colpa della balbuzie; per questo lo scultore fiorentino si rivolge al suo assistente con la famosa frase “Perché non parli, bischero tartaglione!” Cencio è un orfanello cresciuto nel convento dei Domenicani di Bologna. Da bimbo è paffutello, biondo e riccio, tanto è vero che Michelangelo lo prende a modello per la statua di un angelo reggicandelabro. Ma il piccolo Cencio ha un difetto: è mancino e usa la “manina del diavolo” anche per farsi il segno della croce. Per correggere questo “difetto” i frati legano la mano sinistra di Cencio dietro alla schiena e per questo motivo Cencio inizia a balbettare; ma quando incontra una compagnia di guitti scoprirà di non avere incertezze quando legge e recita.

La vita di Cencio sarà legata a doppio filo con quella di Michelangelo Buonarroti. I due saranno insieme fino alla fine. Anche quando Cencio, nella Cappella Sistina, alzando gli occhi verso la volta affrescata vede Adamo che allunga la mano verso Dio: «Ma A-da-da-mo è ma-ma-mancino! Vigliacca boia!». “Perché non parli” è la terza commedia/monologo storica, scritta ed interpretata da Paolo Cevoli con la regia di Daniele Sala, dopo il successo de “La Penultima Cena” (le vicende del cuoco dell’Ultima Cena) e de “Il Sosia di Lui” (la controfigura di Mussolini).

«Stavolta - spiega l’attore - vestirò i panni di un garzone particolare, quello di Michelangelo Buonarroti. Voglio raccontare in modo divertente, come faccio di solito, il Rinascimento, periodo di cui noi italiani dobbiamo essere orgogliosi perché sono successe tante cose: e lo faremo ridendo. All'Auditorium Ferrari poi mi sento di essere a casa mia».

Il 10 marzo la Gioventù Musicale D'Italia presenterà “Niente era rimasto immutato tranne le nuvole”. Il 16 marzo invece toccherà a Claudia Penoni presentare il suo spettacolo “Donne della mia vita” della stessa Penoni e Daniele Sala, che cura anche la regia. Nella vita di una donna ci sono donne molto presenti e altre che si incrociano di sfuggita, alcune addirittura le conosciamo solo grazie ad una fotografia. Eppure proprio queste che ci sembrano così lontane, le scopriamo pericolosamente vicine: basta infatti che il nostro uomo le veda e anche di lui spesso non ci resta che la fotografia.

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