Gazzetta di Modena

Sandrone e famiglia vanno in scena e strappano applausi

di Maria Vittoria Melchioni
Sandrone e famiglia vanno in scena e strappano applausi

MODENA. Scrosci di applausi e bis finale del “Fox della Luna” per “Sandrone nel Paese dei Campanelli”, l’operetta che, martedì sera al Teatro Storchi, ha concluso i festeggiamenti del Carnevale. Sandrone e famiglia vanno in scena e strappano applausi

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MODENA. Scrosci di applausi e bis finale del “Fox della Luna” per “Sandrone nel Paese dei Campanelli”, l’operetta che, martedì sera al Teatro Storchi, ha concluso i festeggiamenti del Carnevale.

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Il cuore di Modena, come l’ha definito il sindaco Muzzarelli anch’egli presente in platea, è accorso per assistere alle peripezie della Famiglia Pavironica, questa volta affiancata da veri e propri professionisti. La serata ha segnato il ritorno di Sandrone in teatro dopo due anni di assenza, da quando con “Sandrone il Vedovo Allegro” aveva messo a segno un altro “tutto completo”. Nel pubblico, in galleria, presente con la sua famiglia anche il piccolo Martino Del Monte che ha nel corteo di giovedì grasso ha impersonato il mini Sandrone, venuto ad applaudire la Famiglia Pavironica. Il regista Daniele Rubboli ha magistralmente adattato la trama della celebre operetta di Carlo Lombardo ambientata in Olanda, spostandola nella Bassa modenese con tutto quello che ne consegue.

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Sauro Torricelli ha portato in scena un esilarante Sandrone non molto addolorato di correre il rischio di perdere la sua amata Pulonia, interpretata da una briosa Vanna Panciroli che non vedeva l’ora di avere uno spasimante e Matteo Cassiani con il suo Sgorguiguelo ha portato una ventata di ironia sui fatti della cronaca attuale sapientemente adattati alla trama. I pavironici sono stati affiancati da una spumeggiante Paola Panzani , che per la prima volta si è calata nei panni della soubrette Bon Bon che ha duettato amabilmente con Davide Vernia, marinaio di fiume La Gaffe ed insieme sul palco ne hanno combinate di tutti i colori, persino prendere il largo su una barchetta fatta con le pagine della nostra Gazzetta di Modena. Il ruolo della timida Nela è stato impersonato una musicista modenese di grande successo, Francesca Nascetti direttrice del coro Giovane Rossini e docente di canto corale al Carlo Sigonio. Cesare Buffagni ha strappato molte risate al pubblico con il suo Tarquinio Brut, “che più bròt an’s pol menga” come ha detto Sandrone. Il bravissimo tenore bolognese Domingo Stasi ha indossato la candida uniforme di Giovanni (l’Hans dell’operetta originale), mentre la sua grintosa moglie è stata messa in scena da Christina Minò.

A questo cast il regista ha aggiunto due “pettegole”, due comari modenesi come quelle che si incontrano ancora in via Albinelli, al mercato delle erbe, che spettegolano su tutto e tutti: Claudia Rondelli, nella vita pianista, e Chiara Caselgrandi manager di pubblici esercizi. Stefano Giaroli ha diretto la sua Orchestra dei Cantieri d’Arte di Reggio Emilia dai quali proveniva anche il Balletto. La scenografia è stata curata da Carlo Guidetti per decenni direttore di palcoscenico al Comunale di Modena. Alla fine dell’operetta, abbiamo chiesto se dovremo aspettare altri due anni per vedere un’altra operetta e Sandrone ha prontamente ribattuto che: “La Pulonia s’è montata la testa. St’etr an la vol fer l’Aida”.

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