Oggi il taglio del nastro con ospite Philippe Daverio
MODENA. Erano solo 25 espositori modenesi alla prima edizione, nel 1987, di Modenantiquaria sui 400 metri quadrati dell'ex caserma dei pompieri al Foro Boario. Oltre 150 sono ora gli antiquari, da...
MODENA. Erano solo 25 espositori modenesi alla prima edizione, nel 1987, di Modenantiquaria sui 400 metri quadrati dell'ex caserma dei pompieri al Foro Boario. Oltre 150 sono ora gli antiquari, da tutt'Italia ma anche stranieri, accuratamente scelti per questa rassegna, di 30 anni dopo, aperta al pubblico da domani, alle 10.30, nei padiglioni di ModenaFiere.
La manifestazione ha fatto un enorme salto di qualità, tanto da guadagnarsi il primo posto come rassegna annuale di alto antiquariato, e di competere il primato con l'esposizione di Firenze, come evento biennale del settore. Una costante crescita nel tempo, con la creazione nel 1994 di un secondo salone di antiquariato per esterni, dal nome "Petra", che tutti ci invidiano perché unico in Europa. E nel 1999 arriva in fiera la pittura italiana dell'Ottocento, con la partecipazione di prestigiose gallerie che propongono, nello spazio "Excelsior", opere di macchiaioli, di artisti napoletani, veneti e di "scapigliati" lombardi. Su questo tessuto Modenantiquaria ha costruito il suo successo, sempre crescente, soprattutto negli ultimi due anni quando ModenaFiere ha fatto sua l'organizzazione. E la città la sente come una sorta di gioiello da custodire con cura e sono scesi in campo non solo le forze economiche, come la Bper Banca che ha sempre sostenuto la sponsorizzazione della bella iniziativa e in questa occasione mette a disposizione capolavori d'arte della sua collezione, e le Associazioni di categoria (Antiquari modenesi e d'Italia), la ConfCommercio che offre da tempo la sua colaborazione, ma anche istituti culturali come la Galleria Estense che presta l'immagine del busto del Bernini, come logo della manifestazione, e la Fondazione Fotografia che allestisce una mostra di autori americani. Così il percorso del visitatore si snoda tra diverse meraviglie: mobili del Cinquecento fino allo stile Decò, con raffinati cassettoni e specchiere, tappeti, ceramiche, oggetti preziosi ma pure di culture diverse (orientale, precolombiana africana...), dipinti e sculture di epoche passate, con la possibilità di scoprire anche qualche capolavoro di un grande maestro, oltre a quelli della Bper. Anche Petra si presta all'ammirazione di chi vuole rendere ancora più originale il proprio giardino o parco, con una fontana, colonne, capitelli, vasi in cotto, camini, porte, pavimentazioni per esterni. E' qui che la designer Francesca Marzotto Caotorta ha dato un tocco magico all'ambiente, creando un giardino che rimanda alle brughiere inglesi e al Cavallino Rampante, simbolo della Ferrari, con cui si è stabilito un rapporto per entrate agevolate al Mef di Modena e al Museo Ferrari di Maranello. Si rifletterà anche sul mercato d'arte e la tutela, il collezionismo e musei. Per questo sono stati organizzati due convegni, con noti esperti, tra cui il critico Philippe Daverio: uno domani alle 17 e l'altro mercoledì alle 18. Per nove giorni la città si offre come punto di attrazione per quelli che amano l'antico di sicuro valore. E pezzi di pregio, anche di grande originalità, si contano a centinaia. E tra le celebri gallerie segnaliamo Tornabuoni Arte di Firenze, Maurizio Nobile e Fondantico di Bologna, Altomani & Sons, Carlo Orsi e Robertaebasta di Milano, Roberto Pernici di Livorno. Non di meno quelle modenesi: Cantore, Surprise di Paola Cuoghi di Modena Camellini Antichità di Sassuolo, Giusti Antichità di Formigine, Ossimoro di Spilamberto.
Sei della citta e della provincia che troviamo nel Salone Petra: Zanotti Arte, Restauro Antichità di Giacomo Genesini, Pier Luigi Forti Antichità, Bruini Renzo e Stefano Antichità, Garden Club e l'Incanto.
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