Gazzetta di Modena

LIRICA/ “Lucia di Lammermoor” al Comunale di Modena

LIRICA/  “Lucia di Lammermoor” al Comunale di Modena

Il 19 e 21 febbraio  l’opera di Gaetano Donizetti verrà rappresentata con l’allestimento del geniale scenografo scomparso dieci anni fa

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MODENA. Va in scena il 19 (alle 19,30) e il 21 febbraio  (alle 15.30) al Comunale Luciano Pavarotti “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti. L’opera è in coproduzione tra Modena e i teatri di Piacenza, Reggio Emilia, Parma e Savona. “Lucia di Lammermoor”, il titolo più popolare di Gaetano Donizetti, è considerata una delle opere più rappresentative del melodramma romantico e una delle prove vocali più appassionanti del repertorio lirico.

Debuttò al San Carlo di Napoli nel 1835, ed è il risultato di un’intensa e proficua collaborazione tra il compositore e il librettista Salvatore Cammarano che in seguito firmerà anche il Trovatore di Verdi. Il libretto dell’opera, che trionfò e appassionò il pubblico fin dal debutto, è ispirato al romanzo storico di Walter Scott “The Bride of  Lammermoor”.

Siamo in Scozia al tempo della Guerra delle Rose e della guerra tra due clan: quello degli Asthon (la famiglia cui appartengono Enrico e Lucia), e quello dei Ravenswood, di cui fa parte Edgardo, l’amante della protagonista, costretta a sposare Arturo Bucklaw per salvare il proprio fratello ormai prossimo alla rovina. La tragedia è incentrata sull’amore negato fra Lucia ed Edgardo i quali, ingannati, si credono l'un l'altro traditori. L'intreccio porta la protagonista alla pazzia, dopo aver ucciso Arturo, il marito sposato per ripicca, ed Edgardo al suicidio.

Lo spettacolo riprende un allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi dedicato al lavoro del geniale scenografo Josef Svoboda a dieci anni dalla morte. Autore di oltre settecento spettacoli per teatri quali il Metropolitan di New York e il Covent Garden di Londra, Svoboda è considerato un maestro delle luci e delle illusioni sceniche ed è stato fra i primi utilizzare la proiezione video in campo operistico. L’allestimento di “Lucia di Lammermoor”, uno dei suo lavori più celebri in Italia, è stato ricostruito e messo in scena con la regia di Henning Brockhaus (e ripreso a Modena insieme a Valentina Escobar, che firma anche le coreografie). Svoboda aveva creato per l’opera di Donizetti scene di notevole suggestione poetica che sono state fedelmente ricostruite a Jesi da Benito Leonori, già allievo e collaboratore dell’artista boemo.

«Nella maggior parte dei numerosi allestimenti - dichiara il regista dell’opera - Lucia è predisposta alla follia fin dalla prima entrata. Io non la credo affatto folle fin dal principio, ma al contrario una persona piena di emozioni giuste, umane, sane. La musica di Donizetti fa emergere di battuta in battuta una differenza evidente e abissale tra il mondo femminile di Lucia, fatto di un susseguirsi continuo di diversi sentimenti, e quello unilaterale maschile, dove trionfano quasi unicamente la smania di potere, di guerra, e l’odio».

Lo spettacolo è diretto da Stefano Ranzani alla guida dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna. Il cast è formato da Fabian Veloz (Enrico), Ekaterina Bakanova e Gilda Fiume nel ruolo di Lucia (rispettivamente 19 e 21 febbraio), il tenore Alessandro Scotto di Luzio (Edgardo), Matteo Desole (Arturo), Enrico Iori e Luca Dall'Amico (Raimondo), Elena Traversi (Alisa) e Roberto Carli (Normanno). Il Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena è preparato da Stefano Colò.

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