Maria Extra Vergine, il libro “occhioscritto” da Massimo D’Alonzo malato di Sla
MODENA. Massimo D’Alonzo non scrive, bensì “occhioscrive”. Dal 2000 ha la Sla e solo tramite un puntatore oculare e l’aiuto della sua assistente domiciliare Doriana Di Giovanni (insieme nella foto)...
MODENA. Massimo D’Alonzo non scrive, bensì “occhioscrive”. Dal 2000 ha la Sla e solo tramite un puntatore oculare e l’aiuto della sua assistente domiciliare Doriana Di Giovanni (insieme nella foto) ha potuto portare a termine il suo libro, Maria Extra Vergine. Edito da Campi di Carta, verrà presentato domani alle 10,30 al Buk, purtroppo senza la presenza dell’autore, a causa delle sue condizioni di salute. Il modo migliore per capire Maria Extra Vergine è affidarsi alle parole di Massimo nella prefazione: «Credo che i miei racconti abbiano un grande potere evocativo e onirico e spesso lasciano in sospeso alcuni particolari che diventano proprietà del lettore. Io credo che quello che cambia la nostra vita, la vita di chi come me ha una malattia inguaribile e che regredisce inesorabilmente, sia l’Amore. Non c’entrano i soldi, c’entra solo l’Amore per continuare a vivere con un corpo inutile, c’entra la voglia di vivere, di farsi aiutare, avere degli appigli per vivere un altro giorno.
Sono un uomo fortunato, e con il Vostro aiuto vorrei aiutare le persone meno fortunate a vivere con la mia stessa felicità e con la mia stessa fortuna. Grazie per avermi letto, grazie per non fare finta che io non esista». (gib)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
