Gazzetta di Modena

Chiara Gamberale al Forum Monzani di Modena

di Serena Fregni
Chiara Gamberale al Forum Monzani di Modena

Non esiste un momento giusto per innamorarsi se non adesso. Ce lo racconta Chiara Gamberale nel suo ultimo romanzo “Adesso” oggi, domenica 21 febbraio, alle 17.30 al Forum Monzani. Una storia in cui i protagonisti,...

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Non esiste un momento giusto per innamorarsi se non adesso. Ce lo racconta Chiara Gamberale nel suo ultimo romanzo “Adesso” oggi 21febbraio alle 17.30 al Forum Monzani. Una storia in cui i protagonisti, Lidia e Pietro, si incontrano e si rincorrono in un turbine di emozioni e di amore dove l'incanto iniziale lascerà spazio alle paure e ai fantasmi di entrambi.

Chiara, in che modo dobbiamo vivere “l'adesso” e l'amore?

«Se ci pensi quando capita a noi l'innamoramento lo viviamo sempre in un modo particolare, io penso che ci sono sempre momenti in cui sembra che tocchi a noi; può succedere quando qualcuno muore, quando qualcuno ci abbandona o qualcuno nasce o quando ci innamoriamo. Siamo chiamati noi, ma anche le nostre esperienze passate, i bambini che siamo stati, tant'è che a un certo punto nel momento più surreale del romanzo io ipotizzo la possibilità di scambiarsi un “curriculum sentimentale”, dove c'è il rapporto con il padre, con la madre».

Un'analisi che parte dell'interno dell'innamoramento...

«Esattamente, infatti è particolare perché analizzo proprio dall'interno, la prima parte è dedicata all'incanto mentre la seconda alle paure; perché succede a due persone che hanno già sofferto per amore, non sono pieni di incanto come succede quando non abbiamo esperienza, ma sono pieni di paure».

Le paure, come ci insegnano i tuoi protagonisti, subentrano sempre dopo l'innamoramento, come facciamo a scacciarle?

«Le paure fanno parte di noi, bisogna riconoscerle e non farsi dominare, è impossibile che non ci siano e anche se l'adesso ci arriva per la prima volta, comunque ci fa paura perché è l'impatto con una dimensione più forte, quella dell'amore che tira fuori anche tanti nodi irrisolti come succede anche a Lidia e Pietro. La felicità chiede sempre una parte di noi».

Quindi l'amore ci porta poi a scoperchiare quel famoso “Vaso di Pandora”, come accade a Lidia e Pietro...

«È una grande occasione però ovviamente fa paura l'incontro con “certi mostri” perché alla fine quei mostri siamo noi, io ho voluto dedicare un romanzo all'innamoramento e come si legge i personaggi che ci sono intorno mettono in scena le persone che quel vaso di Pandora non lo vogliono aprire mai e difatti si rincorrono e si incrociano ma non si fermano perché il loro vaso di Pandora se lo tengono bello stretto ed infatti continuano a non incontrare mai nessuno».

Ci sono alcuni dei suoi romanzi che sembrano più autobiografici di altri, in che modo il suo “io” dialoga con i personaggi?

«In realtà è tutto un gioco con l'io, è vero ci sono due romanzi “Per dieci minuti” e “Una vita sottile” dove il personaggio si chiama Chiara proprio come me, però non è detto che mi somigli più di quanto mi somigli Mandorla in “Le luci nelle case degli altri” o anche Lidia. Diciamo che in nessuno io mi rispecchio completamente».

Parlando della sua carriera, ha fatto esperienze anche in radio e televisione ma la scrittura resta la sua grande passione?

«Assolutamente sì nel senso che la radio e tv sono state esperienze bellissime ma mi hanno cercato loro invece la scrittura è la mia strada da quando ero bambina. Senza scrivere io non riuscirei proprio a vivere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google