A Novellara in migliaia per celebrare Daolio e i Nomadi
Il paese si è affollato di fans fin dalle prime ore della mattina. Tour nei luoghi dove il cantante ha trascorso tutta la vita
NOVELLARA. “Sotto il cielo di Novellara batte un cuore Nomade” : è questo lo slogan ideato nel 1990 da Augusto Daolio per il concerto della rinascita dei Nomadi, nel campo sportivo di Novellara.
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Dopo il trauma della spaccatura del gruppo e il tenace impegno di Beppe e Augusto per ricostruirlo, insieme con Dante Pergreffi e due new entry: Cico Falzone e Daniele Campani. Un motto più che mai confermato negli anni dal successo del Nomadincontro-Tributo ad Augusto. Che si conferma quest’anno.
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Già da sabato 20 febbraio infatti il paese è stato pacificamente invaso dai fans del gruppo per la kermesse più attese e che ufficialmente ha preso il via con il taglio del nastro della mostra dei dipinti di Daolio, allestita, come ogni anno, da Rosanna Fantuzzi, nella sala mostre del museo Gonzaga, intitolata “L’enigma della mia arte”.
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Già nella prima mattinata sono arrivate, come ogni anno, le avanguardie del popolo nomade e hanno cominciato ad invadere pacificamente il centro storico, accolti come sempre dalla simpatia dei novellaresi, dalle scritte di benvenuto; dall’erbazzone, dalle galane, degli stuzzichini di polenta e grasso pestato dell’associazione commercianti Novellara Viva; dalle bottiglie dedicate di Lambrusco Lombardini; dalle vetrine dei negozi appositamente allestite a tema.
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Ben presto in Rocca, nei bar e sotto i portici si sono incrociate voci e saluti nei diversi accenti regionali. Perché i concerti dei Nomadi, molte decine ogni anno in tanti paesi e città, sono anche un’occasione di incontro fra amici da ogni parte d’Italia. Per assistere al concerto di ieri sera molti hanno pernottato nei camper intorno alla Rocca, nella zona del Pala Enel e negli alberghi convenzionati della zona. Molti altri, come sempre, arriveranno alla spicciolata oggi: in auto, in pullman, in treno, con il bus navetta dalla stazione di Reggio Emilia.
il Nomadincontro è una manifestazione ideata nel 1993 dai giornalisti musicali Stefano Ronzani e Fausto Pirito, con Beppe Carletti e Rosanna Fantuzzi, dopo la prematura scomparsa di Augusto: per celebrarne non l’anniversario della morte ma il compleanno.
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l fondatore, con Beppe, dei Nomadi è infatti nato a Novellara nella prime ore del 18 febbraio del 1947: «Nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con i rami secchi dei pioppi e dei tigli», come lui stesso ha scritto.
Un appuntamento speciale per i fans dei Nomadi: per quelli che hanno conosciuto Augusto e per quelli che ne hanno solo sentito parlare. Perché, come ha detto più volte Beppe, nei tanti concerti della band in giro per l’Italia, Augusto è rimasto negli anni come una presenza costante, percepibile nella mente e nel cuore del fans; che sempre a fine concerto lo celebrano cantando insieme “Io vagabondo”, la canzone indissolubilmente legata al suo ricordo.
Molti vengono al Nomadincontro non solo per i concerti e gli altri appuntamenti in programma, ma anche per una sorta di immersione nel mondo di Augusto, nei luoghi dove è nato e ha intensamente vissuto i suoi brevi anni, il paese di Novellara appunto.
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