Gazzetta di Modena

Anna Galiena: risate e lacrime è la commedia della vita

Anna Galiena: risate e lacrime è la commedia della vita

L’attrice porta in scena, con Enzo De Caro, l’opera del canadese Norm Foster «E stavolta a Modena voglio fare anche la turista e visitare la Galleria Civica»

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MODENA. La stagione di prosa del Teatro Michelangelo di Modena prosegue, da stasera a giovedì (alle 21.15), con la commedia “Diamoci del tu” di Norm Foster con Anna Galiena ed Enzo De Caro per la regia di Emanuela Giordano.

Un uomo e una donna convivono da anni sotto lo stesso tetto senza dividere affetti e intimità. E per una volta non si parla di una coppia, ma di una domestica e del suo datore di lavoro. Lui fa quasi fatica a ricordare il nome della donna preso com’è da se stesso. È un romanziere famoso, o per lo meno lo è stato. Ora ci sorprende che all'improvviso si interessi alla vita di lei, come se volesse recuperare il tempo perduto o avesse semplicemente tempo da perdere. Di lei invece ci sorprende il linguaggio ironico, colto e beffardo. Il rapporto tra i due è inedito. Inizia quel giorno. Dopo decenni di "buongiorno" e "buonasera", di incombenze e comandi quotidiani, si scatena un serratissimo dialogo che provoca risate e curiosità. Eppure si capisce che si va oltre. Parlano, sfottono, domandano, rispondono ma intorno alle parole si consuma altro. E quello che non si dicono diventa altrettanto interessante, perché di non detti ce ne sono tanti. Il luogo è la casa di lui. Un mondo di ricchezza, una casa di prestigio ma senza anima.

Nasce una partitura preziosa per due attori che si mettono in gioco con sensibilità e intelligenza, dove la regia si concentra nel costruire un rapporto in cui progressivamente l'uno vive nel respiro dell’altro.

«La commedia – spiega Anna Galiena - è stata scritta nel 2012 dal canadese Foster e portata in scena in Canada mentre è una prima per il nostro Paese. Nei teatri che abbiamo visitato la gente è rimasta entusiasta e a fine spettacolo vi sono stati tanti complimenti».

È uno spettacolo romantico?

«Quando si dice amore si dice gioie e dolori. Il lavoro però mette in evidenza anche altri temi che strappano la risata ma che fanno anche riflettere. Il pubblico si commuove e passa dalle risate alle lacrime».

Due mondi distanti che non si sono mai incrociati: una ricchezza senz'anima?

«Senz'anima no. Il protagonista è una persona di successo che si concentra sul proprio lavoro ma un bel giorno lui vuole sapere tutto di lei e verranno fuori tante sorprese».

Tutto è incentrato sul dialogo. Le persone forse dovrebbero dialogare di più.

«Non è un fatto di parlare di più, ma parlare veramente. Si usano troppe frasi fatte e non si dà sfogo alla fantasia. Quando poi dialoghi con qualcuno e tocchi determinati argomenti il discorso viene subito interrotto. Questo è il mondo del contatto, ma essere in contatto non vuol dire per forza condividere».

È anche una questione di solitudine? 

«La solitudine la si può sconfiggere se si vuole però se non sei in pace con te stesso i rapporti con gli altri sono sempre finti.  Bisogna trovare la propria stabilità interiore per dedicarsi alle altre persone».

Ha girato oltre cinquanta film e fatto tanto teatro: due tuoi amori senza distinzioni?

«Il teatro è stata la mia passione iniziale, ma non pensavo di fare cinema. Il cinema però ha bisogno di mezzi tecnici e finanziari mentre il teatro si contenta di poco, basta che vi sia un pubblico. Il teatro però resta sempre il mio amore preferito».

Conosce Modena?

«Le volte che vi ho lavorato ho visto molto poco. In questa occasione mi sono ripromessa di fare anche la turista. Conosco il centro ed è molto bello ma vorrei anche visitare qualche mostra ai Musei Civici e magari scoprire altri tesori di questa bella città».

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