Carboni: al Vox con nuovi suoni e sorprese
Il cantautore spiega il suo “Pop-Up Tour 2016” che unisce all’ultimo album arrangiamenti inediti di brani del passato
NONANTOLA. È già sold out la tappa del “Pop-Up Tour 2016” di Luca Carboni, domani sera alle 21, al Vox Club. Il tour, partito il 18 febbraio dal Fabrique di Milano, si sta rivelando una grande conferma per l'artista bolognese.
Il secondo singolo estratto dell’album, “Pop-Up”, dopo “Luca lo stesso”, è “Bologna è una regola”, una ballad electro-pop dalla vena malinconica, dichiarazione d'amore alla città e al suo eterno fascino. «È una canzone sulla magia e l’inquietudine della mia città - spiega Carboni - Magia che alla fine non si riesce mai a spiegare con la ragione o con le parole e rimane sempre un mistero. Un mistero che si intreccia con il destino di tanti ragazzi che qui ci nascono, ci vivono, diventano uomini e tanti altri che qui, invece, ci arrivano per l’università. L’inquietudine e l’energia di tante giovani vite che in queste strade si perdono o si salvano, che rimangono sopraffatte o si realizzano, che restano o partono, magari per non tornare più. Non ci sono solo io dentro questa canzone, ci trovo davvero tante altre vite, altre generazioni, altre storie, tante altre facce». Il video di “Bologna è una regola”, diretto da Antonio Usbergo & Niccolò Celaia, restituisce queste sensazioni ed emozioni. Luca Carboni e i suoi musicisti sono ripresi nella notte bolognese mentre suonano tra le vie e le piazze. Gesti fluidi e sognanti per raccontare il tempo sospeso di questa città, quello misterioso del tutto sta per accadere.
Luca, che tour stai portando in giro?
«Musicalmente è un tour pieno di suoni nuovi e sorprese. Naturalmente buona parte del concerto vive del sound di Pop-Up ma con la band abbiamo lavorato e sperimentato anche arrangiamenti inediti e nuove versioni in chiave electro ed electropop di brani di altri album. Batterie elettroniche e addirittura chitarre sinth. L'idea è di rendere questo concerto molto “fisico” e “metafisico” allo stesso tempo. In scena utilizziamo schermi sui quali avvengono interventi in parte ispirati alla popart ma anche altri momenti di creatività molto libera».
Hai detto che ti piaceva l'idea di portare il tour nei club dove non andavi da tempo.
«Mi piace rivistare i club ma sto facendo tappa anche in alcune città dove non ho mai suonato. Al Vox ho visto tanti concerti ma è la prima volta che salgo sul palco».
Il nuovo album Pup-Up arriva dopo un paio d'anni di silenzio.
«Arriva dopo “Fisico e politico” con cui ho festeggiato i trent'anni di carriera. Un disco in cui ho ospitato tanti amici artisti che hanno cantato le mie canzoni e fatto dei duetti. E questo ha riacceso dentro di me una grande energia nuova che ho trasmesso, appunto, nell'ultimo album come mi succedeva per le mie prime incisioni».
Sei stato un po' fermo nella musica ma hai sperimentato altre forme artistiche.
«Mi piace molto lavorare il legno e dipingere per fare quadri. Per il momento vivo queste mie passioni in modo intimo e personale e non mi sento ancora pronto per fare mostre. Non escludo però in futuro di dare spazio anche a queste forme artistiche».
Sei considerato un cantante che non va alla ricerca del consenso.
«Diciamo che non amo molto andare in televisione, non sono mai andato a Sanremo. Ho sempre fatto delle scelte intuitive mie. Quando c'è qualcosa da far conoscere ho sempre preferito mettere in primo piano le canzoni e non la mia popolarità».
Nicola Calicchio
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