Gazzetta di Modena

Jurij Ferrini porta in scena Cyrano, eroe romantico

Jurij Ferrini porta in scena Cyrano, eroe romantico

Da questa sera al Teatro Comunale di Carpi l’opera di Edmond Rostand Domani incontro con il regista-attore e gli altri componenti della compagnia

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CARPI. La stagione di prosa 2015-2016 del Teatro Comunale di Carpi prosegue stasera (alle ore 21, in replica domani alla stessa ora e domenica alle ore 16) con Cyrano De Bergerac. Il testo di Edmond Rostand avrà come protagonista Jurij Ferrini, che è anche regista dello spettacolo. Domani, alle ore 17.30, Jurij Ferrini e gli altri attori della Compagnia incontreranno il pubblico nel Ridotto del Teatro. Gli artisti, incalzati dalle domande di Sara Gozzi, racconteranno curiosità, scelte e aspetti inediti del loro lavoro.

Cyrano è una commedia che celebra la purezza e il valore della resistenza civile. Accade qualche volta che il destino di un paese trasformi un elemento della propria cultura in una figura quasi mitologica e che questa, nel tempo, diventi un segno inalienabile dell’identità di una nazione. Cosi avviene nell’ultimo ventennio del XIX secolo e precisamente verso la fine del 1897, quando una incantevole rivisitazione neoromantica dell’antica fiaba de La Bella e la bestia, si incarna – tra eroismo individuale e vocazione al sacrificio – nelle imprese di un poeta, soldato, innamorato ed idealista, scorticato dalla vita, con un naso brutto e grosso: Cyrano de Bergerac.

«Attraverso Cyrano, – scrive Jurij Ferrini – Edmond Rostand si rivolgeva, secondo il ricordo del figlio Maurice, ad una generazione senza più alcuna fede. I giovani ehe ascoltavano i colpi inferti all’animo di Cyrano, e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del 1914. Rostand diede loro la forza di morire senza disperarsi. Non potendo impedire che morissero da martiri, gli diede il coraggio di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de Bergeracè qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno romantico al valore».

La cifra stilistica di Jurij Ferrini gioca su una recitazione cinematografica, agile ma incisiva, mentre sotto la sua attenta direzione, gli interpreti si muovono all’interno di spazi popolati da pochi elementi scenografici insieme funzionali e simbolici.

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