Quando la fotografia mette il trucco
Conferenza di Michele Smargiassi al San Carlo; vecchie e nuove manipolazioni
MODENA. La Fondazione Collegio San Carlo oggi alle 17,30 ospiterà una lezione di Smargiassi - autore anche del seguito blog "Fotocrazia" dedicato al ruolo delle immagini fotografiche nella società - dal titolo "Bugie dell'elocutio. Come la retorica del colore cambia la fotografia". In questa intervista anticipa i contenuti della sua relazione alla San Carlo, oltre a fornire la sua opinione su quanto Modena fa nel settore fotografia. Smargiassi rsiponderà a domande come queste: "Cambiare un colore, scurire o schiarire un volto presente in una fotografia sono soltanto degli aggiustamenti formali e legittimi o sono delle modifiche che vanno a incidere sul significato delle immagini? E nel caso di un'immagine che informa, le modifiche non alterano la notizia che si vuole fornire ai lettori?".
Smargiassi, il colore quindi è forma o è contenuto?
«Io non sono un accademico, sono un giornalista che da anni si occupa delle fotografie e cerca di ragionare sul loro uso e significato. In particolare noi siamo abituait a pensare alle foto manipolate, ai trucchi di tipo staliniano: tutto vero, io ora alla San Carlo, con l'aiuto di molte immagini, mi chiederò se ci sono altri strumenti retorici, meno invasivi delle cancellazioni fotografiche staliniane, per modificare il significato delle foto».
E ci sono?
«Sì, certo: parlerò della retorica del colore che per noi dà alle foto maggiore naturalità del bianco e nero, o almeno ci sembra maggiormente vicino alla realtà. I colori sono strumenti retorici che possono modificare i significati».
Lei svolge la conferenza a Modena, città importante per la tradizione fotografica.
«Già, basti pensare alla prossima importante mostra di Nino Migliori che fotografa i capolavori del Duomo. Ma andando indietro nel tempo occorre pensare al fondamentale convegno sulla fotografia come bene culturale, punto di svolta perché si analizza lo scatto dal punto di vista del patrimonio culturale. Poi ci fu la Biennale di fotografia e tante importanti mostre. Senza dimenticare un personaggio sottovalutato come Oscar Goldoni».
E oggi?
«Abbiamo varie realtà, la Civica e anche Fondazione Fotografia che ha risorse e ha fatto cose egregie. Sembrerebbe una situazione eccellente, il problema è che mi pare manchi un progetto generale di valorizzazione di quanto di buono si fa».
Cosa intende?
«Sento parlare di un accorpamento tra la Civica e Fondazione Fotografia, ma appunto non ho compreso cosa si intenda fare. Forse due istituzioni oggi sono un lusso per una sola città, per cui ben venga un coordinamento, ma da cittadino ho una preoccupazione: che si arrivi a un brodo ristretto, a una non soluzione. La qualità c'è a Modena, ma pensiamo a quanto sta facendo il Mast a Bologna con fotografi di grande interesse pressoché sconosciuti al largo pubblico: l'organizzazione valorizza quelle eccellenze».
E delle nostre rassegne che pensa?
«Non li conosco e non mi esprimo, insisto sul progetto e poi mi chiedo se la buona collezione di foto che sta mettendo insieme la Fondazione diverrà un museo tra 5-6 anni. Siamo sicuri che allora appendere foto in un museo sia la modernità?».
La conferenza di Smargiassi sarà visibile anche sul sito www.fondazionesancarlo.it ed è gratuita.
Stefano Luppi
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