Gazzetta di Modena

Al Michelangelo di Modena una commedia sui figli non riconosciuti

Al Michelangelo di Modena una commedia sui figli non riconosciuti

“Il più bel secolo della nostra vita”, scritto e diretto da Alessandro Bardani e Luigi Di Capua, è lo spettacolo in programma al teatro Michelangelo di Modena per tre serate

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MODENA. “Il più bel secolo della nostra vita”, scritto e diretto da Alessandro Bardani e Luigi Di Capua, è lo spettacolo in programma al Michelangelo da stasera, martedì 1 marzo, a giovedì alle 21.15. In scena Giorgio Colangeli e Francesco Montanari, con Maria Goria.

Basato su una premessa (sorprendentemente) vera, “Il più bel secolo della mia vita” trae spunto dal fatto che in Italia i figli non riconosciuti alla nascita non possono venire a conoscenza dell'identità dei propri genitori naturali se non dopo aver compiuto il secolo di vita. Attualmente a circa 400mila persone è di fatto negata la possibilità di conoscere le proprie origini biologiche, con tutti i risvolti, pratici e umani, del caso: non soltanto non possono portare un fiore sull'eventuale tomba materna o paterna ma, non avendo informazioni della storia medica della famiglia biologica, possono inconsapevolmente correre il rischio di trasmettere malattie ereditarie ai propri figli.

Per fortuna una legge in questo momento in discussione al Senato mira a rimediare a questa inutile e rischiosa limitazione, contro la quale ha combattuto per l'intera vita Giovanni (Francesco Montanari), un 34enne ossessionato dall'idea di vedersi riconosciuto il basilare diritto di sapere chi sia la propria madre biologica. Opposto è invece il punto di partenza di Gustavo (Giorgio Colangeli), 99enne che, pur essendo tra i pochi a poter “fregare” quella legge insensata, non sembra particolarmente interessato alle proprie origini.

Dopo uno sciagurato incontro, tra i due s'instaura un rapporto di amicizia che ha più di qualche accenno a quello tra un padre e un figlio, anche se con una gustosa variante, che vede contrapposti un giovane “vecchio” (nel modo di pensare e agire) a un vecchio “giovane”. I due protagonisti sono, così, spassosi nei loro scambi ma anche sufficientemente complessi da consentirci di immedesimarci ora nell'uno ora nell'altro e di provare genuino interesse nei confronti delle loro diverse solitudini e del rispettivo modo di affrontarle. Loro contraltare è Maria Gorini, che interpreta la fidanzata di Giovanni in un rapporto messo a dura prova dall'ossessione di lui. Lei è la “normale”, quella che i propri genitori li conosce e (per questo motivo?) più equilibrata.

Nicola Calicchio

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