Gazzetta di Modena

alle passioni

“Credi ai tuoi occhi” interessante progetto firmato Menoventi

di Andrea Marcheselli

MODENA. “Credi ai tuoi occhi”, lo spettacolo di Gianni Farina e Consuelo Battiston, ovvero i componenti della compagnia Menoventi, presentato in prima assoluta al Teatro delle Passioni (ultima...

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MODENA. “Credi ai tuoi occhi”, lo spettacolo di Gianni Farina e Consuelo Battiston, ovvero i componenti della compagnia Menoventi, presentato in prima assoluta al Teatro delle Passioni (ultima replica oggi, alle 17), è costruito attorno ad un celebre dipinto di Otto Dix, il “Ritratto della ballerina Anita Berber”, del 1925. Con questa produzione la compagnia ha, di fatto, celebrato un decennio di attività per molti aspetti sorprendente, per l'originalità e la profondità delle idee che hanno caratterizzato i lavori fin qui realizzati. E anche quest'ultimo è un progetto coraggioso per i molti ambiti cui getta la sfida: lo spettacolo teatrale, la sfilata di moda, il genere artistico delle performance, perseguendo un'idea di teatro che vuole la rappresentazione come una sorta di lente deformante sul mondo e allo stesso tempo occasione di riflessione sui modi e i contenuti della stessa messa in scena. È un teatro filosofico, il loro, ma estremamente dinamico e coinvolgente per lo spettatore. In questo caso il dipinto di Dix è ricostruito visivamente ma soprattutto evocato nelle tensioni, nell'aggressività, ed infine attualizzato recuperandone il valore esemplare di denuncia della distruzione fisica e psichica operata dai meccanismi della moda. Sul palco Consuelo Battiston anima l'immagine della Berber, icona ammonitrice; accanto a lei si muovono figure di modelle e danzatrici, gli ingranaggi di quella macchina perversa, che procedono come in un perenne rituale replicando ossessivamente la liturgia della sfilata sulla passerella. Questa volta, però, qualcosa si intromette fra gli ingranaggi e frena la riuscita dello spettacolo, probabilmente penalizzato da una sostanziale acerbità delle interpreti. Il coraggio e il messaggio di questo “Credi ai tuoi occhi” non escono così pienamente valorizzati, nonostante la bellezza complessiva dell'allestimento in cui luci e colori, geometrie e chiaroscuri convincono come e anche più del consueto. Forse sotto questo aspetto i “Menoventi” devono crescere ulteriormente, ma rimangono senza dubbio uno dei progetti più interessanti della comunità teatrale contemporanea.

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