“Spotlight”, un premio Oscar meritato
La storia dell’inchiesta del Boston Globe sulla pedofilia nella Chiesa
SPOTLIGHT di Thomas McCarthy. Usa 2015
Visto alla Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso, “Spotlight” narra l'avvincente storia vera dell'indagine compiuta dal “Boston Globe”, vincitrice del premio Pulitzer. Quando “Spotlight”, l'ostinato team di reporter del giornale, scava nelle accuse di abuso contro la Chiesa cattolica, la lunga indagine svela l'insabbiamento che per decenni ha protetto i livelli più alti del sistema religioso, legale e amministrativo della città, rivelandolo a tutto il mondo. Ora, il film ha vinto l'Oscar come miglior film. Il suo regista, Thomas McCarthy, era noto principalmente come attore molto richiesto prima di debuttare alla regia con il premiatissimo “The Station Agent” nel 2003. Sono seguiti “The Visitor” (2007), “Win Win” (2011) e “The Cobbler” (2014). McCarthy ha avuto anche una nomination per il soggetto del film di animazione “Up”. Si tratta soprattutto di un bravissimo sceneggiatore, che è stato coinvolto in questo film anche a livello personale. McCarthy infatti è cresciuto con una educazione cattolica, è andato a scuola a Boston, alcuni dei suoi amici sono stati abusati dai preti. Facile dunque rilevare il tasso di coinvolgimento in questo film-inchiesta che diventa l'ennesima ode al reportage di alto profilo, di cui si è un po' persa traccia nel mondo della carta stampata di oggi. L'inchiesta del Boston Globe risale infatti agli anni 2001-2002, e anch'essa, come viene raccontato del film, dovette essere sospesa dopo l'attentato alle Twin Towers. Ora, tali inchieste sono diventate sempre più difficili, dato il livello d'intreccio tra stampa e potere politico. La ricostruzione dell'inchiesta sugli abusi minorili dei preti cattolici è condotta con straordinaria precisione e cognizione di causa, senza omettere le ostruzioni, i depistaggi, le coperture che hanno cercato di bloccarla. La vita nella redazione di un grande quotidiano è anch'essa ricostruita con grande vivezza e attenzione al dettaglio e alle sfumature. Michael Keaton è il direttore del Boston Globe, Walter Robinson, Mark Ruffalo è invece Michael Rezendes, prototipo del giornalista testardo e determinato, che non arretra davanti a niente. Ma il personaggio migliore del film è l'inquietante cardinale Bernard Francis Law, arcivescovo di Boston dal 1984 al 2002, una vera figura da film noir, costretto a dimettersi dopo lo scandalo insieme a decine di sacerdoti coinvolti. Ma bisogna ricordare che il cardinale Law ancora oggi vive a Roma, a Palazzo della Cancelleria, di proprietà del Vaticano, a oltre seimila chilometri dai misfatti bostoniani...
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