Gazzetta di Modena

Elio De Capitani allo Storchi di Modena: «Il Loman di Miller? Siamo tutti noi»

di Martina Stocco
Elio De Capitani allo Storchi di Modena: «Il Loman di Miller? Siamo tutti noi»

“Morte di un commesso viaggiatore” sarà al teatro Storchi da domani 10 marzo a domenica 13. Il capolavoro del drammaturgo americano Arthur Miller sarà rappresentato da Elio De Capitani, regista che...

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MODENA. “Morte di un commesso viaggiatore” sarà al teatro Storchi da domani 10 marzo a domenica 13. Il capolavoro del drammaturgo americano Arthur Miller sarà rappresentato da Elio De Capitani, regista che interpreta anche il protagonista, Willy Loman. La storia si concentra sugli ultimi giorni di vita del commesso viaggiatore e sul suo fallimento esistenziale. Loman per tutta la vita è stato un abile venditore. Ha sempre creduto nel “sogno americano” di una vita migliore per sé e per la sua famiglia. Perciò lavora, vende, viaggia attraverso l'America, ed è instancabile. Rincorre popolarità e successi professionali. Fino al giorno in cui, a 63 anni si ritrova incapace di svolgere il mestiere a cui si è sempre dedicato: non riesce più a “piazzare la merce”. Ed è affaticato, ma soprattutto disilluso. La realtà che si era costruito, edulcorata e con fondamenta instabili poco a poco s’inizia a sgretolare.

La prima assoluta venne rappresentata nel 1949 a New York, tuttavia i temi affrontati sono più che mai d'attualità. L'attore-regista pluripremiato porta per la prima volta su un palcoscenico modenese l'opera milleriana.

Chi è oggi il commesso viaggiatore?

«Siamo tutti noi - spiega De Capitani - oggi la società è cambiata, il mondo è cambiato. Se nell'opera teatrale il commesso viaggiatore doveva essere capace di vendere e vendersi, ora chiunque deve saper promuovere sé stesso, il cosiddetto “self branding”. Un tempo il lavoro era il posto fisso. Adesso si vive nella precarietà e questa condizione causa paura, incertezza, a volte anche malattia, dramma esistenziale. Tutte caratteristiche presenti in Loman».

Nella trama altri personaggi importanti sono la moglie Linda e i figli Biff e Happy. Che ruolo hanno nella vita del commesso viaggiatore?

«Linda è la moglie di un uomo prepotente, ma allo stesso tempo infantile. Loman ha bisogno di sentirsi almeno in casa il “numero uno” e lei è sua complice. Lui racconta bugie e lei lo asseconda. Assecondandolo fa il suo gioco, alimenta le speranze e la malattia del marito. Linda è cosciente di quello che avviene attorno a sé, ma la realtà è troppo dura per essere accettata. Per questo motivo è necessaria l'illusione. Mentre nei figli il protagonista alimenta false aspettative di successo. Proietta su di loro i propri sogni e fallimenti».

Linda è interpretata da Cristina Crippa, compagna d'arte e di vita del regista-attore. Nei ruoli dei figli gli attori Angelo Di Genio e Marco Bonadei. “Ecco il prodigio, il prodigio di questo Paese... che un ragazzo possa finire coperto di diamanti anche solo grazie alla sua popolarità, al suo sorriso!” La frase, tratta dall'opera del drammaturgo americano, contiene il senso della visione di Loman. L'idea di sogno americano (intesa come prospettiva idealizzata di prosperità economica e successo), la proiezione dei propri desideri (irrealizzati) nei figli, le scorciatoie sociali. Nonostante la finzione alla base della società rappresentata, per cui è importante apparire e possedere “cose belle” (casa, donne, macchina), il commesso viaggiatore non è lasciato da solo nella sua disperazione. Ad aiutarlo c'è l'amico Howard (Vincenzo Zampa) che gli offre un lavoro e un sostegno economico.

«Tuttavia - precisa De Capitani - Loman non può accettare, è un uomo orgoglioso. Inoltre, subentra l'umiliazione di non essere più in grado di svolgere il lavoro di sempre».

Vedrà nascere in sé un vuoto esistenziale verso cui si sentirà sempre più, inesorabilmente, attratto.

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