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Il mentalista Tesei «Nel mio show vi svelo la fortuna»

Il mentalista Tesei «Nel mio show vi svelo la fortuna»

MODENA. “The Game”, il nuovo spettacolo del mentalista Francesco Tesei, arriva a Modena, al Teatro Michelangelo, alle 21.15 di domani. Ideato e scritto da Francesco Tesei con Deniel Monti e curato...

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MODENA. “The Game”, il nuovo spettacolo del mentalista Francesco Tesei, arriva a Modena, al Teatro Michelangelo, alle 21.15 di domani. Ideato e scritto da Francesco Tesei con Deniel Monti e curato nella regia dallo stesso Tesei, lo spettacolo si avvale di musiche originali composte da Marco Sabiu, mentre le luci sono state disegnate da Marco Benini.

Definito dai media come il miglior mentalista italiano, Francesco Tesei da molti anni è l’ideatore di un genere di spettacolo assolutamente originale ed unico che sta, via via, riscuotendo un successo sempre più ampio. Diventato famoso attraverso la televisione con un suo proprio format “Il Mentalista” andato in onda su Sky, l’artista ha portato in scena, negli ultimi cinque anni, il suo primo spettacolo – “Mind Juggler” – visto ed applaudito da oltre 100mila spettatori cui ora va ad aggiungersi “The Game” che approfondisce ulteriormente le possibilità di questa forma di intrattenimento, impossibile da incasellare nei generi consueti.

«Questo nuovo spettacolo affronta un tema specifico, quello della fortuna – spiega il mentalista Tesei – Parte da una domanda ironica che mi è sempre stata fatta dal pubblico negli anni scorsi: se tu sei così bravo perchè non mi dai i numeri per giocare al lotto? Mi sono reso conto che al pubblico interessava questa cosa, allora ho creato uno spettacolo che, cercando di scoprire come funzioni la fortuna. Finisce che alla fine si scoprono alcuni meccanismi di come funzioniamo noi».

Hai detto che uno spettacolo di mentalismo è diverso da qualsiasi altra forma di teatro.

«La diffrenza fondamentale è che di solito, negli spettacoli di teatro classico, gli attori sono sul palco mentre nel mio caso sono io l'unico a sapere cosa deve succedere. Io però coinvolgo le persone del pubblico. Gli spettatori diventano i protagonisti cosa che non succede spesso a teatro. Devo gestire le persone che coinvolgo e interagire con loro. Il mio stile è sempre quello di proporre delle cose che siano simili ad uno spettacolo di illusionismo, che ti stupisce e ti lascia a bocca a perta. Stupire le persone è una eredità che mi porto dal mondo dell'illusionismo. Ridendo e scherzando c'è anche un lato più serio e la gente torna a casa con una idea nuova: come vedere il mondo e cavarsela nella vita quotidiana».

Più psicologia o magia?

«Entrambe perché vanno a braccetto».

La parola d'ordine di un mentalista è: controllo.

«In questo spettacolo si parla di come controllare delle cose che appaiono incontrollabili, come ad esempio la fortuna».

È vero che il mentalismo non è una scienza, ma una forma d'arte?

«Essendoci nel mentalismo una componente di illusionismo, di magia di inganno, di trucco, come può essere una cosa scientifica? È chiaro che è una forma d'arte, un modo per intrattenere il pubblico in una maniera un po' particolare».

Hai una formula per vivere meglio?

«Sono sempre a rischio di essere considerato il guru della situazione. Non posso rispondere ad una domanda così semplice ma anche così complessa anche perché, probabilmente, non ho una risposta adeguata. L'unica cosa che posso fare è invitare il pubblico allo spettacolo perchè, ho la sensazione che gli spettatori dopo aver visto The Game tornano a casa molto più carichi». Nicola Calicchio

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