Gazzetta di Modena

All’Oratorio di San Giacomo di Modena rivive l’antica Via Crucis

All’Oratorio di San Giacomo di Modena rivive l’antica Via Crucis

Interrotta poco dopo la metà del Novecento la cerimonia è ripresa da alcuni anni grazie ai parroci della Sacca di Modena. L’appuntamento religioso al via dalle 19 di oggi, 11 marzo

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Alle 19 di oggi, 11 marzo, si rinnova la devozione all'antica “Via Crucis” presso l'Oratorio sulla via Canaletto Centro 439, che ha sostituito da più di 500 anni la primitiva “Ecclesia Sancti Jacobj de Aqualonga”, distrutta dalle acque del Secchia nel 1470.

«La tradizione della Via Crucis esisteva negli anni 40/50 - spiega Elena Balugani che ha raccolto le notizie sulla chiesa - ma poi venne interrotta. È da circa cinque anni che la tradizione è ritornata grazie al parroco della Sacca, Don Santino (oggi in pensione), a cui è subentrato Padre Tommaso, sacerdote polacco. Molta gente negli anni scorsi ha preso parte a questa ricorrenza del Venerdì Santo e, speriamo, che anche quest'anno l'afflusso possa essere numeroso. Abbiamo pubblicizzato l'iniziativa tramite volantinaggio e attraverso i mass media». L'Oratorio ha anche una lunga storia alle spalle. «Ho cercato di raccontarla con l'aiuto degli archivi conservati a San Cataldo e San Giacomo - prosegue Balugani - Un archivio molto ricco che andrebbe sfruttato meglio. Vi sono libri, mappe, documenti e tanto altro materiale».

La parrocchia con annesso oratorio per secoli ha svolto un’ importante funzione spirituale e sociale sul territorio. Fu collegata nel 1562/63 alla vicina Chiesa di S. Cataldo ed affidata ai  frati Francescani nel 1702. La campana dell’Oratorio, suonando a martello,  quando il fiume minacciava, ha salvato  di frequente uomini, bestiame ed i poveri beni degli abitanti.

Gli storici ricordano che le acque della Seccchia, all’inizio del ‘300, arrivarono fino in città,  allagando il piano terra della  Torre Ghirlandina e  minacciando di distruzione i  primi preziosi documenti  del Comune di Modena. Fu  Fra’ Bonaventura da Molinella, Guardiano dei Francescani Riformati e Curato della Parrocchia dei “SS. Cataldo e  Giacomo”,  ad apporre  sulle pareti dell’Oratorio, con licenza del vescovo Carlo Maria Borgognoni - nel gennaio 1896 - le 14 suggestive “Stazioni” della Via Crucis, che consentivano ai fedeli di acquistare indulgenze - secondo le regole della  Congregazione delle Indulgenze, riformate da  Papa  Benedetto XIV - grande teologo e sagace diplomatico.

Proprio a Borgo San Giacomo (Ponte Basso), Prospero Lambertini, vescovo di Bologna (1731-1740) e futuro Papa Benedetto XIV (1740-1758) ha trascorso brevi vacanze, in compagnia dell'amico Ludovico Antonio Muratori, nella villa del Marchese Giuseppe Orsi, non lontana dal piccolo Oratorio. L'amore per la cerimonia della “Via Crucis”, indusse il Papa ad efidicare 14 tempietti che rappresentavano altrettante “Stazioni della Via Crucis”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google