Roncati: la scultura è incanto
Al Centro Studi Muratori anche le composizioni di Carretti
MODENA. Irradia lo splendore della vita l'opera scultorea e pittorica di Cristina Roncati presentata al Centro Studi Muratori, dove trovano spazio anche i lavori di Marco Carretti. Una vita sotto forme di sogno, di desideri, anche ardenti, che la stessa artista coltiva da sempre e che ora affida ad una bambina (la nipotina), quasi a riscoprire la dimensione infantile che ogni essere umano ama custodire. Non a caso la mostra ha per titolo “Alice nel paese...” che viene ad essere il termine della rappresentazione dei moti segreti dell'anima, della grazia serena, delle suggestioni del mondo. E le aspirazioni, i sentimenti di Alice si concretizzano, attraverso sculture polimateriche, negli abiti dai mille colori, in un castello, in un mondo da favola in cui la piccola ama cullarsi, accarezzando il piacere delle meraviglie della natura, avvertita come sublimazione nella comunione con le cose. La felicità risiede anche nei frutti palpabili, gustosi (fragola, uva, banana...), che acquistano significato simbolico nella “donna insetto sulla pera matura” e “passeggiando sulla grande mela”. La narrazione fiabesca, con rimandi alla dama e al principe azzurro, alla gatta con gli stivali, diventa materia viva, inebriante, in cui palpitano forze impulsive di una mondo femminile espresso con sapienza da “Prigioniera dell'amore”, “Donna velata”, “Salomé ha danzato troppo”, Maria Callas e dall'autoritratto (maiolica) dell'artista nei panni dell'antenata. Di abili innesti di elementi figurativi e astratti si connota la pittura di Marco Carretti, in cui germinano segni, forme e colori, anche in una antitesi costruttiva. Sulla superficie si avvera una particolare coincidenza di unificazione di dettagli lineari e curvi, dettati da un peculiare gioco di abilità e di azzardo linguistico. La composizione non viene meno a tradizionali regole formalistiche, ma sa aprirsi a ritmi liberi, coniugando sulla pagina pittorica, a tempera acrilica, “fogli, lettere e lune”. La luna, che si pone anche come falce, ha valore immaginativo, di sorpresa dello sguardo da una torre, da una montagna, e si nutre di accensioni cromatiche, gareggiando con traiettorie, differenti orditure iconiche. Trame che si moltiplicano per continua germinazione, nell'esaltazione di un ritmo festoso che vive in una tessitura di colori, edificata per crescita di emozioni che l'artista scopre nel rapporto con l'universo.
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