Gazzetta di Modena

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Strutture d'angoscia di città futuribili

Strutture d'angoscia di città futuribili

Ad ArtEkyp le architetture del giovane modenese Mattia Scappini

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Strutture incombenti sembrano assumere il carattere di inquietanti agglomerati urbani, di barriere di luoghi inaccessibili o solo di altri pianeti: l'opera di Mattia Scappini esposta fino al 25 marzo ad ArtEkyp, in via Torre, determina paesaggi e città futuribili, assurdi quanto possibili, dove l'uomo si rintana come in un bunker che è l'ultima difesa per preservare la propria specie. Le rigorose costruzioni sono concepite come moduli con cui il giovane artista modenese gioca nello spazio per orchestrare enigmatiche architetture, sempre diverse, che affermano la logica dell'assurdo in un perfetto schema compositivo. Il tracciato geometrico, meditato in ogni elemento, è sostenuto da un cromatico di luce quasi mesta, rendendo ancora più ambigua l'atmosfera spaziale che sostiene un silenzio metafisico, di mistero e di angoscia. Desta interesse questa ricerca di Scappini, formatosi all'Istituto Venturi di Modena, all'Accademia di Bologna e a quella di Barcellona, dove ha seguito il programma Erasmus.

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