Dalla parte della natura: 17 artisti all’ex Principe
Apre oggi la collettiva “Un quadro che fa primavera”: pitture, sculture, installazioni e fotografie
MODENA. La primavera come risveglio, contemplazione della natura, ma anche come riflessione sull'ambiente da salvaguardare dal continuo degrado: è il senso della rassegna “Princip... Arte. Un quadro che fa primavera” che sarà inaugurata oggi, alle 17, presso l'ex Cinema Principe. Vi partecipano 17 artisti (Claudio Centin-Cinquino, Massimo Morandi, Laura Forghieri, Massimo Riccò, Cinzia Razzoli, Mariana Blindu, Roberto Ortolano, Ivan Pedretti, Andrea Valentino Piccinini, Mario Grappi, Paola Grappi-Leyla de Mart, Max Padovani, Carlo Alberto Vandelli, Albertina Lodi, Daniele Ferrari, Barbaro Trujillo Galvez e Sergio Guidotti) che presentano pitture, sculture, installazioni e fotografie. Numerosi i dipinti che inneggiano alle bellezze della natura e ai processi di cambiamento e di metamorfosi che assumono, in questo periodo, connotazioni oniriche. Quella natura che sa dialogare con le architetture della città, ma che esprime, talvolta, la sua precarietà in immagini surreali, e pare richiamare al rispetto ambientale, di cui può godere soprattutto l'uomo. E “menorifiuti... un desiderio sostenibile” ha nome l'installazione di Claudio Centin “Cinquino” (per 20 anni progettista e designer di moda e accessori per rockstar, come Vasco Rossi, Ligabue, Renato Zero, Zucchero...) fatta di vari oggetti (guanti, pallone, anello, orologio, bambola, compact-disc, cornice costruita con sacchetti della spazzatura...) e di un fiore deturpato, per indicare che al degrado ambientale planetario l'uomo, per la sua vanità e potere che rifiuta ogni etica, è incapace a porre rimedio. Con “primavera ad Auschwitz” Ivan Pedretti riconduce alla libertà violata, negata durante la seconda guerra. Alla celebrazione della vita, nel fiore degli anni, rimandano le foto che Sergio Guidotti dedica alle due figlie. Aspetti naturalistici e onirici assume per Laura Forghieri l'opera “Linda”, concepita come fusto di un albero, con richiami a Dafne che sfugge ad Apollo. Si passa dalla scintillante “Ghirlandina” di Massimo Riccò, come risveglio artistico culturale, alla “colpa” di Carloalberto Vandelli che evidenzia quanto sia grande il prezzo da pagare, per rendere apparentemente meraviglioso l'ambiente in cui viviamo. «La mostra, aperta fino al 20 marzo, vuole porsi - sostiene Cinquino, organizzatore, con l'Associazione Amici del Libro, diretta da Massimo Morandi, della manifestazione - come segnale di rinascita dell'arte cittadina, ma anche come contributo alla rivitalizzazione di un luogo, con situazioni di criticità, aderendo in questo modo ai fini dell'associazione che gestisce l'ex cinema Principe, e cioè via Piave e dintorni, e per prima ha accolto la nostra iniziativa». All'inaugurazione della rassegna patrocinata dal Comune e da Legambiente, saranno presenti autorità cittadine.
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