Gazzetta di Modena

Per il generale Fanti una biografia nel solco della tradizione

di Gabriele Sorrentino
Per il generale Fanti una biografia nel solco della tradizione

Nato a Carpi, rivoluzionario e poi esule, fu responsabile della repressione nel Meridione dopo l’Unità. E gli eccidi?

3 MINUTI DI LETTURA





A Manfredo Fanti è dedicata la biografia scritta per Elis Colombini da Roberto Vaccari (pp. 183, euro 15), prolifico scrittore di narrativa.

Il volume, sorretto da un nutrito apparato bibliografico, è uscito nel 2015 in occasione dei 150 anni dalla scomparsa del generale, che era nato a Carpi nel 1806. Sin dal sottotitolo della biografia “Patriota e soldato”, passando per l'introduzione scritta con entusiasmo da Giorgio Montecchi, presidente dell'Istituto Storico del Risorgimento di Modena, la biografia sembra porsi nel solco della tradizione storiografica filo-risorgimentale che vede in Manfredo Fanti un monumento della patria, difficile da conoscere al di là della superficie di marmo.

Ma chi era davvero? Discendente di una famiglia di nobili origini, decaduta, a diciannove anni fu ammesso nel Corpo dei pionieri dell'esercito estense e divenne ufficiale del Genio. Nel 1831 maturò la causa rivoluzionaria e fu protagonista della battaglia di Rimini assieme a Carlo Zucchi il 25 marzo. Condannato a morte, fuggì in Francia e dopo il fallito tentativo mazziniano di invadere la Savoia del 1834, si spostò in Spagna dove si arruolò nelle truppe fedeli a Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie, appoggiata da molti gruppi eterogenei tra cui la massoneria.

Fanti tornò in Italia allo scoppio della Prima Guerra d'Indipendenza (1848), divenne suddito del Re di Sardegna ma, a causa di contrasti con La Marmora sulla condotta della guerra, poté ottenere un nuovo comando solo nel 1855 quando partecipò alla guerra di Crimea, assieme a un altro modenese, Enrico Cialdini, nato a Castelvetro nel 1811.

La sua carriera si consolidò durante la Seconda Guerra d'Indipendenza quando organizzò l'esercito nei nuovi territori annessi al Regno sabaudo e, in questo contesto, istituì la Scuola Militare di Fanteria a Modena, primo embrione dell'attuale Accademia. La scelta di Modena, forse, non fu casuale: Napoleone aveva fondato nel Palazzo Ducale la Scuola Nazionale del Genio e dell'Artiglieria (1798) nel luogo in cui il Duca Francesco III aveva costituito l'Accademia Ducale (1757).

Ministro della Guerra nel 1860, partecipò alle operazioni militari sabaude nell'Italia centrale e meridionale ma si dovette ritirare nel 1861 a causa della malattia che lo portò alla morte nel 1865. Ed è proprio la repressione militare e le stragi nel Meridione a costituire il bucio nero nella vita di Fanti. Egli, infatti, come lo stesso Enrico Cialdini nella guerra contro l'esercito borbonico, non lesinò brutalità contro la popolazione civile che in altri periodi storici sono state, giustamente, bollate come crimini di guerra. Invece le stragi degli eroi del Risorgimento, vengono ignorate. Per fare un parallelo si può citare l’interessante convegno dal titolo “Il generale Cialdini, eroe e o carnefice?” del 2012 organizzato da Terra e Identità che ha indagato il generale da ogni punto di vista, comprese le violenze.

Su Fanti questa operazione non è stata ancora effettuata. La biografia di Vaccari, peraltro ben scritta e documentata, non supera questo limite. I primi anni della vita del generale sono raccontati con profondità di contesto, ma la ricostruzione della conquista del Meridione pecca di manicheismo.

Viene pure sottovalutato il ruolo della Royal Navy britannica nell'avanzata dei Garibaldini che, invece, vennero appoggiati lungo tutto il percorso dalle navi da guerra inglesi.

Nè vi è accenno alla lunga guerriglia dei reparti alla macchia dell'esercito borbonico e alle violenze contro la popolazione civile, documentate invece da numerosi resoconti degli stessi soldati piemontesi.

Forse l'autore avrebbe potuto osare di più e percorrere il sentiero di un’indagine meno agiografica a 150 anni da quei fatti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google