Gazzetta di Modena

a finale e formigine

Spira Mirabilis eccelsa con Mozart

di Alfredo Roma
Spira Mirabilis eccelsa con Mozart

Splendida esecuzione filologica del dramma giocoso “Così fan tutte”

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Ha sorpreso tutti questa nuova sfida della Spira Mirabilis che nei giorni scorsi, a Finale Emilia e a Formigine, ha eseguito un estratto dal dramma giocoso di Mozart “Così fan tutte”. Delle tre grandi opere italiane di Mozart (Don Giovanni, Nozze di Figaro e Così fan tutte) “Così fan tutte” è la più controversa. Fino alla fine dell'Ottocento fu considerata immorale per il testo del libretto, indegno di essere musicato dal grande genio di Mozart. Fu rivalutata solo alla fine del XIX secolo e in seguito molti musicisti l'hanno considerata la più bella delle tre opere di cui Da Ponte scrisse il libretto. Nel descrivere il gioco dei sentimenti dei quattro giovani e le trame di Don Alfonso per dimostrare la volubilità delle donne, Da Ponte fa continui riferimenti a dotte citazioni che rimandano, tra gli altri, a Metastasio o all'Ariosto. È un dramma che appare, in fondo, una parodia dello stile serio, dove è difficile distinguere il vero dal falso. “Così fan tutte” è un'opera provocatoria che denuncia la decadenza del mondo settecentesco con la sua falsa moralità che la Rivoluzione Francese sta per distruggere. Ma sulle parole di quest'opera, uscite da una cinica scommessa, ancora una volta Mozart ci fa scoprire la profondità dell'animo umano e delle emozioni che continuamente lo attraversano. Rispetto alle sue precedenti opere, Mozart fa un uso molto particolare dell'orchestra che si traduce in una forte unità e varietà musicale allo stesso tempo. Oltre allo sviluppo del dramma con varie tonalità, Mozart utilizza i diversi timbri degli strumenti e le combinazioni tra loro (flauti e oboi, flauti e corni, oboi e clarinetti) per caratterizzare con la musica le diverse scene del dramma. Emblematico di questo stile è il terzettino “Soave sia il vento”, basato su una sola strofa di cinque versi, col quale Mozart vuole affermare il principio che la poesia deve sempre essere figlia ubbidiente della musica, principio sul quale si basa la costruzione musicale di tutte le sue opere. Questo terzettino è uno dei momenti musicali più alti di questo dramma, dove gli archi descrivono con il sordino il mormorio del “vento soave e delle onde tranquille”. Importanti sono i legami tematici dell'opera, primo fra tutti l'imperativo di cinque note che già troviamo nell'ouverture e il cui significato ci verrà svelato alla fine del secondo atto: “Co-sì-fan-tut-te”. Si tratta di un'opera, dove la musica unisce gli opposti di realtà e finzione o di beffa e perdono, apparendo così un'opera ambigua nella sua sublime bellezza. Tutto questo è stato perfettamente reso evidente dall'orchestra e dai sei solisti: Mary Bevan (Despina), Katherine Broderick (Fiordiligi), Tove Dahlberg (Dorabella), Timothy Dickinson (Don Alfonso), William George Humphreys (Guglielmo), Roberty Murray (Ferrando). Le voci, salvo forse Fiordiligi, hanno mostrato una buona esperienza nel canto delle opere mozartiane e, pur in assenza di una vera regia trattandosi di una rappresentazione-concerto, hanno improvvisato una piacevole presenza scenica. L'orchestra, formata da strumenti d'epoca, ha suonato al diapason di 430 hertz (la frequenza del la della IV ottava di una scala musicale) tipico della musica del classicismo, rappresentata soprattutto da Haydn, Mozart e Beethoven, e leggermente meno acuto dei 440 hertz della musica successiva. Interessante è anche l'adozione del temperamento “Young” (1799). Semplificando un tema assai complesso, possiamo dire che il temperamento è un modo di accordare gli strumenti che può modificare l'intervallo di frequenza tra due note con lo scopo di ottenere certi risultati sonori che i compositori cercavano in relazione alle tonalità usate. Questo avveniva fino alla fine del Settecento. Nell'Ottocento ha iniziato a prevalere il temperamento equabile, quello usato per accordare i moderni pianoforti, dove l'intervallo di frequenza tra le note è sempre uguale. La Spira Mirabilis, nello studio di “Così fan tutte”, ha quindi seguito precisi criteri filologici offrendoci un'esecuzione come l'aveva immaginata Mozart. E, come sempre, il rigore di questo studio ha portato a un'esecuzione ineccepibile e unica. Aspettiamo l'esecuzione completa dell'opera da parte di questo gruppo di giovani musicisti che ripagano la generosità del Comune di Formigine con concerti che potremmo sentire solo a Londra o Berlino. Infatti l'auditorium è risultato insufficiente a contenere il pubblico.

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