Gazzetta di Modena

in un libro i ricordi degli ex allievi

Storia di un docente straordinario

Storia di un docente straordinario

Il prof. Manesco, trucidato nel 2014, insegnò per tre anni a Modena

2 MINUTI DI LETTURA





Più che un professore di liceo un leader suo malgrado, adorato dai suoi alunni del liceo Muratori e capace di trasformare la realtà quotidiana in occasione di studio vitale. È questo il filo rosso che ha unito, a un anno e mezzo del suo omicidio, allievi, amici e colleghi di Adriano Manesco, docente per tre anni a Modena come documentato dalla foto riprodotta qui a fianco.

Un assassinio feroce, ad opera di due balordi, accolti nella sua casa di Milano. Lo hanno trucidato e fatto a pezzi, buttando i tronconi del suo cadavere nei cassonetti della spazzatura. Ora che almeno uno degli assassini è stato condannato all’ergastolo tra chi l’ha conosciuto da vicino non c’è voglia di rivalsa. L’affetto si è tramutato in un bel libro curato da Virgilio Melchiorre in trentadue testimonianze.

Già il titolo, “Un amico fragile” (Mimesis, 136 pagine, 14 euro) coglie una personalità fuori dalle convenzioni, primo nelle scuole frequentate a Verona, a Milano dai Salesiani e all’università cattolica di Milano. Compagno di classe di Berlusconi, per evitare la sua presenza non partecipò ai raduni di classe.

«Aveva idee e ideali limpidi, molto pragmatismo e scarsa attitudine al compromesso - racconta la modenese Sibilla Cuoghi, sua allieva al liceo negli anni roventi a cavallo del ’67 - Aprì orizzonti immensi a noi tutti. Un esempio? Per la guerra del Sinai tra Israele ed Egitto nel 1967 leggevamo le cronache sui giornali stranieri, in inglese e in francese». Centrali i suoi ricordi nel volumetto e dieci anni di frequentazioni, così come i ricordi di altri modenesi: Fosco Corradini, dirigente Cna scomparso lo scorso novembre, Sonia Orlandini, Cesare Bai e Franca Monari.

Saverio Cioce

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google