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A Maranello la guerra dei sessi nel trattato ironico di Claudia Penoni

A Maranello la guerra dei sessi nel trattato ironico di Claudia Penoni

“Donne nella mia vita”, per la regia di Daniele Sala, è lo spettacolo che Claudia Penoni presenta, alle 21 di stasera, 16 marzo, all'Auditorium Enzo Ferrari. I biglietti si acquistano direttamente...

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MARANELLO. “Donne nella mia vita”, per la regia di Daniele Sala, è lo spettacolo che Claudia Penoni presenta, alle 21 di stasera, 16 marzo, all'Auditorium Enzo Ferrari. I biglietti si acquistano direttamente in Auditorium.

«Nella vita di una donna ci sono donne molto presenti e altre che si incrociano di sfuggita - spiega l'attrice - alcune addirittura le conosciamo solo grazie ad una fotografia. Eppure proprio queste che ci sembrano così lontane, le scopriamo pericolosamente vicine: basta infatti che il nostro uomo le veda e anche di lui spesso non ci resta che la fotografia». Claudia Penoni (che qui veste i panni di Caterina) si tuffa con ironia nella guerra dei sessi e ne riemerge con uno spettacolo che è un piccolo trattato umoristico da camera. Con un tono da entomologa dei sentimenti, porta in scena considerazioni e caratteri di quel curioso luna park, a volte meraviglioso a volte ridicolo, che è l'odissea quotidiana della donna degli anni 2000. Esiste un'Itaca a cui approdare? O è solo un perenne beccheggiare in balia dei venti e degli eventi? Un lieto fine c'è, ma come nei migliori thriller è un finale in cui i ruoli del buono e del cattivo si invertono e le donne da sempre considerate “costole” del maschio mostrano a sorpresa di discendere da ben altri attributi.

Claudia, come sono le donne della tua vita?

«Le mie amiche, le ex di mio marito, le colleghe d'ufficio, le mamme, le suocere, le estetiste e quelle che s'incontrano tutti i giorni. Sono le donne che ha conosciuto Caterina la protagonista. Però parla anche di un uomo, di suo marito che compare all'inizio e poi ritorna alla fine, non fisicamente però».

Un monologo dedicato alle donne?

«Proprio così, anche se in piccola parte si parla anche di uomini. Sono donne molto diverse tra di loro».

Ti tuffi nella guerra dei sessi in modo ironico?

«C'è poca guerra perché si parla poco di uomini. In tutti i racconti dello spettacolo c'è sempre una visione ironica della vita».

Gli incontri con queste donne sono positivi o negativi?

«Metà e metà. Caterina in alcuni casi cerca di volgere in positivo quello che inizialmente sembrava negativo. Cerca di trovare il lato buono a questa storia perché lei, in fondo è un personaggio positivo».

Dove collocheresti questo spettacolo in rapporto ai tuoi precedenti?

«È un monologo da camera. Caterina apparentemente parla con il pubblico ma in realtà si rivolge a qualcuno che non c'è sul palco. Un tipico monologo teatrale che, in confronto con il cabaret, non coinvolge il pubblico. Lo colloco tra gli spettacoli ironici».

Il tuo rapporto con la nostra Provincia?

«Bellissimo. Forse non tutti sanno che un mio nonno era di Carpi. Poi per lavoro ci sono venuta tante volte. È come sentirmi a casa».

Nicola Calicchio

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