Gazzetta di Modena

A Modena sulle tracce di Blu e della generazione street art

Stefano Luppi
Il tunnel di Porta Nord dipinto dai writers
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Il tunnel di Porta Nord dipinto dai writers

Tante, non solo in città, le opere realizzate sui muri diventate veri e propri cult E l’assessore Mezzetti propone un centro di cultura regionale sul movimento

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MODENA. A Modena la celebre “piovra” realizzata dagli street artisti “Blu” ed “Ericailcane” resiste, a differenza di quanto accade a Bologna. La contestata mostra, che aprirà venerdì prossimo al bolognese Palazzo Fava delle Esposizioni, “Street Art - Banksy & Co. L’arte allo stato urbano”, ha infatti portato alla cancellazione da parte del noto street artista “Blu” di tutte le sue opere realizzate su palazzi bolognesi nel corso degli ultimi venti anni.

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Blu, artista di cui non si conosce l'identità ma solo il luogo di residenza (Senigallia) è considerato tra i dieci autori più importanti in circolazione e a Modena e in provincia è autore di diverse opere. Lavori che si possono ammirare nel centro del capoluogo oltre che a Vignola e a Castelfranco.

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Opere che nessuno si è sognato di “strappare” per posizionare in una mostra, come invece accaduto per l'appuntamento bolognese con tre piccoli lavori dell'artista che proprio per questo ha clamorosamente cancellato nottetempo la sua produzione lunga vent'anni. In polemica appunto con la mostra voluta dal presidente di Genus Bononiae Fabio Roversi Monaco, Blu ha fatto sparire i suoi dipinti su muro perché non considera lecito esporre in un museo le sue creazioni nate all’aperto.

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E così oggi non ci sono più “#NelgrigiodipintodiBlu” che adornava il centro sociale bolognese Xm24, così come la figura dell’elefante di via Zanardi e un altro disegno in via del Guasto: “A Bologna non c'è più Blu e non ci sarà più finché i magnati magneranno”. Diversa, appunto, la situazione a Modena dove le opere di Blu - e di tanti altri street artisti - sopravvivono. Della bellissima piovra realizzata con Ericailcane, altro noto illustratore di Belluno, si è detto, ma forse non tutti conoscono gli altri lavori di Blu.

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A Vignola, presso il lavatoio comunale di via Zenzano nei pressi della rocca c'è, realizzato sempre con Ericailcane, un altrettanto interessante e complesso disegno che rappresenta una figura contornata da animali dalle forme rototiche. Blu si è poi applicato a realizzare una grande e mostruosa figura rossa in piazza Eugenio Curiel vicino al teatro Dadà di Castelfranco. E dell'artista al centro delle polemiche bolognesi si può anche ricordare un lavoro che non c'è più perché cancellato nel 2009 nel corso di una ulteriore performance di street art. L'artista, sempre sul Palamolza di via Molza vicino alla stazione delle autocorriere, aveva realizzato un enorme “coccodrillone” oggi appunto documentabile solo attraverso fotografie.

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C'è poi, sui muri limitrofi al condominio Errenord di via Canaletto sud un lavoro forse riconducibile allo street art, raffigurante una serie di pugni e mani in bianco e nero di notevole qualità. Ma appunto sui muri modenesi tanti artisti della street art - corrente nel corso del tempo ha prodotto geni dell'arte come gli americani Jean Michel Basquiat, che espose per la prima volta a Modena da Mazzoli e Keith Haring - hanno lasciato le loro tracce. Il sottopasso che collega la stazione ferroviaria con la retrostante via Fanti è ad esempio piena di “graffiti” di varia qualità. E poi c'è Ericailcane che ad esempio, sui muri del Palamolza, ha realizzato in occasione del FestivalFilosofia 2013 l'opera “Bastardilla”.

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Lo stesso Ericailcane sotto il cavalcavia Cialdini ha inoltre realizzato un'altra figura vicina a un'auto in fiamme, denominata “Bastardilla icone”. Non è finita, basta spostarsi in zona Pomposa e sui muri del locale “Iuta” in via Taglio si può ammirare di Ericailcane la celebre scimmia accompagnata poco lontano da una altra figura realizzata da Herbert Baglione. Sotto il cavalcavia di via Razzaboni c'è Stak realizzata nel 2002, mentre Etnik sempre sotto il cavalcavia Cialdini ha dato vita a una ulteriore immagine raffigurante un cielo immaginifico. L'assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti, modenese, ha inoltre proposto di realizzare un centro di cultura regionale dedicato a questo linguaggio artistico: Modena con il suoi lavori non sfigurebbe. A patto di coinvolgere gli artisti, evitando magari che cancellino i loro elaborati.

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