Memorie di edifici dismessi
Ad Arte su carte incisioni, disegni e sculture di Guido Pigni
MODENA. Nasce da una vivissima curiosità per gli oggetti, le cose semplici, i luoghi e gli edifici dismessi l'opera che Guido Pigni presenta alla galleria Arte su Carte, in via Fratelli Rosselli 21. Fanno bella mostra disegni (matite e penne colorate), qualche scultura in legno e soprattutto incisioni (acquaforte, acquatinta, puntasecca) che hanno preso vita, negli ultimi mesi, nel Laboratorio di Arte Grafica di Roberto Gatti, in via Verona. Una collaborazione “antica”, risalente ai primi anni '90, mantenuta viva anche attraverso mostre, come quella del 2010 e l'attuale aperta fino al 5 aprile. Resta sempre rigoroso e vigile il lavoro progettuale e conoscitivo della realtà che, con un'analisi ravvicinata, o tramite immagini fotografiche, si connota di una accentuata resa di particolari, indicando in modo ammirevole il campo in cui l'artista milanese verifica la sua indagine. Un metodo di analisi e di tranquilla meditazione, riscontrabile già nei disegni, che eleva le cose persino banali (pacchetto di sigarette Camel, gettone telofonico, audiocassette, tubetto di colore, chiavi....) ad oggetti di memoria che ritornano, in alcuni casi, anche nelle incisioni per le quali Pigni ha utilizzato lastre di ferro provenienti da scarto industriale, lastre di zinco non perfette e retri di lastre già impiegate. È come trovare corrispondenza con le costruzioni di degrado o di solitudine (stazioni di servizio abbandonate; “Adda Carni” ditta di commercio di macellai a Milano; edifici demoliti per far posto a nuova edilizia residenziale; cinema di archittetura razionalista a Domodossola e Cinema Puccini a Roma; muro di una casa nel centro storico di Napoli...) che vengono definiti nella visione di intimità, di sentimenti di appartenenza, per sostenere quel sistema di relazioni, di sguardi, di esperienze umane che tanta gente ha tessuto nel tempo. Una condizione di quiete assoluta che determina uno stato di disagio, forse di impotenza di fronte a queste testimonianze di desolazione che, rivisitate fino all'ultimo segreto, sanno raccontare storie. Quattordici incisioni, formato polaroid, costituiscono un singolare libro d'artista, concepito come work in progress. In mostra pure tre sculture in legno: il camorrista (in betulla), pinguino che legge un Penguin e donna alla finestra (in cirmolo), dove l'ironia ritaglia personaggi esilaranti e grotteschi, sedotti anche dal potere.
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