Gazzetta di Modena

RoadHogs, la band serve un piatto di 'spaghetti blues'

Valentina Corsini
Nicolò Marchini, frontman RoadHogs
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Nicolò Marchini, frontman RoadHogs

Colonna sonora rock'n'roll, country e blues per il grande viaggio del gruppo di Pavullo. Canzoni Sudate il loro album. Nicolò Marchini: "Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare"

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MODENA. "Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita". In queste poche frasi tratte da quella che è considerata una vera e propria bibbia della letteratura statunitense -"On the Road" di Jack Kerouac- è racchiusa l'essenza stessa di un'intera generazione. Di quella "Beat generation" che ha fatto del vivere libero e avventuroso, sfidando convenzioni ed ipocrisie tipiche dell'America degli anni '50, un vessillo da sventolare forte su quella strada che diventa non solo una metafora della vita stessa, ma un percorso di crescita e arricchimento veri contro la prigionia di un puritanesimo allora imperante. Una libertà quasi selvaggia, ma per questo più pura, che si riflette anche in quella musica rock che ne è diventata la valvola di sfogo perfetta. Uno spirito vagabondo da scenari di frontiera americana, che dalla mitica Route 66, approda fino alle strade dell'Appennino nostrano abbracciando il sound di un gruppo che ne ha fatto un'autentica "way of music". Loro sono i "RoadHogs", quattro ragazzi innamorati dell'american rock'n'roll-blues, tanto da riproporlo in chiave italica con la stessa indole da pionieri del Beat statunitense.

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Voce e chitarra della band è Nicolò Marchini, un 24enne poeta della musica come di studi universitari in lettere moderne, mentre alla chitarra solista troviamo Francesco Cargioli, 24enne anche lui e futuro ingegnere aerospaziale. Michael Gianoli è invece il batterista della formazione, 24 anni, e diviso tra la professione di operaio e quella d'insegnante di batteria. Il cerchio si chiude infine con il basso imbracciato da Roberto Montalbano, 27 anni e all'attivo un'occupazione presso l'ente turistico comunale di Pavullo. "Il progetto nasce come duo formato da me e Francesco -racconta il leader della band Nicolò Marchini- poi la voglia di crescere e suonare in elettrico ci ha portati, dopo vari cambi di formazione, a quella attuale. Il nome scelto per il gruppo ha a che vedere invece con la passione mia e del chitarrista per la cultura Beat di Ginsberg, Burroughs e soprattutto Kerouac. Infatti "RoadHogs" è un termine tratto dalle pagine di "On the Road" e indica quei tipi poco raccomandabili e alquanto pericolosi in cui è facile incappare viaggiando sulla strada. Ma il nostro spirito è proprio quello, di vivere la musica completamente autoprodotta live, suonando dal festival country, al motoraduno fino alla festa in discoteca, inseguendo quell'odore inebriante di libertà spregiudicata che si riflette a pieno nel nostro sound. Il sound tipico del rock'n'roll-blues americano, ma cantato in italiano in un'operazione molto simile a quella che Sergio Leone ha fatto nel cinema. Come lui ha preso il genere western statunitense trasformandolo negli "spaghetti western", noi abbiamo preso quelle sonorità americane reinventandole negli "spaghetti blues". Non solo a livello musicale ma anche di show, infatti quando saliamo sul palco adottiamo tutti un abbigliamento che ricorda quella cultura: dai copricapi indiani ad abiti dal mood più glam come nel mio caso. A gennaio scorso poi è uscito il nostro ultimo Album -"Canzoni Sudate"- le cui dieci tracce sono il sunto perfetto della storia del gruppo. Ed ora via che si parte per il tour: il 9 aprile saremo a Lama Mocogno, il 7 maggio a Palagano fino a "Sulla via Emilia per Woodstock" dell'estate prossima a Fiorano. Perché - conclude Nicolò citando Kerouac da "On the Road"- "Dobbiamo andare e non fermarci finchè non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare..".

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