“Next to normal”: viaggio nella famiglia in forma di musical a Modena
Stasera e 19 e domenica 20 marzo presso lo Storchi torna l’appuntamento con il teatro musicale con “Next to normal” per la regia di Marco Iacomelli. Un musical originale, forte e moderno
MODENA. Stasera e domani presso lo Storchi torna l’appuntamento con il teatro musicale con “Next to normal” per la regia di Marco Iacomelli. Un musical originale, forte e moderno vincitore di tre Tony Award nel 2009 e del premio Pulitzer per la drammaturgia nel 2010. Lo spettacolo racconta le vicende di una tipica famiglia americana anche se piano piano si scoprirà che sotto un’apparente normalità c’è molto di più.
Marco, che tipo di storia è “Next to normal”?
«È il format di uno spettacolo che avevo visto a Broadway qualche anno fa, ha vinto il premio Pulitzer per la regia e e il Tony Award che sono praticamente gli Oscar per il teatro. Anche se è un musical, lo spettacolo si basa non tanto sull’aspetto scenico, comico e stupefacente ma su una famiglia, su una storia. Utilizza il mezzo del musical per raccontare una storia, qui la musica viene utilizzata per raccontare stati d’animo, rapporti, emozioni e non solo per intervallare lo spettacolo».
La musica come vettore di emozioni...
«Esattamente, il compositore è davvero bravissimo, si chiama Tom Kitt e usa anche in maniera non palese lo strumento musicale per far capire come cambiano le emozioni e le situazioni all’interno del musical, una musica per scandire ogni singola emozione».
Che tipo di famiglia viene messa in scena?
«È una famiglia come tutte, in questo caso c’è un problema che è la malattia della mamma ma anche un evento traumatico che andrà a condizionare l’esistenza della famiglia però in realtà in tutte le nostre famiglie cerchiamo di presentare la “facciata” migliore che abbiamo ma in fondo ognuno affronta delle problematiche, che siano i genitori oppure i figli. Questo testo porta in scena una tipica famiglia nordamericana, ci rispecchiamo in loro ed è anche quello che fa il pubblico e portando in giro lo spettacolo ci siamo proprio accorti di questo, c’è molta immedesimazione. Le mamme riconoscono le difficoltà nel crescere i figli, i papà quella di tenere insieme la famiglia e anche i figli adolescenti di affermarsi, di essere un po’ ribelli».
Qual è il punto di forza della famiglia di “Next to normal”?
«Il vero punto di forza sono i rapporti fra le persone che ti permettono di superare barriere temporali e geografiche, questo spettacolo potrebbe essere messo in scena anche fra cinquant’anni, perché le relazioni all’interno della famiglia più o meno rimangono sempre simili. La forza di questo spettacolo è proprio questo, che va a toccare temi che sono vicini a tutti noi ed il pubblico ne esce sempre molto emozionato».
Qual è il tuo tocco personale in questa versione?
«Questa nostra versione è molto differente nella sostanza da quella di Broadway che parte da un testo per fare il proprio racconto, il mio modo di lavorare invece è partire dal testo e avere totale fiducia nel testo e nella partitura quindi non aggiungere sovrastrutture e snaturarla. Io sono stato fortunato ad essere circondato dalle persone che volevo accanto a me, ho avuto fiducia nel testo che è di grande qualità».
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