I Solisti Aquilani al Comunale di Carpi
Serenate, danze ed echi della tradizione musicale popolare per I Solisti Aquilani, diretti da Flavio Emilio Scogna, che oggi, domenica 20 marzo, alle 17 al Teatro Comunale di Carpi, chiuderanno la rassegna dei Concerti Aperitivo
CARPI. Serenate, danze ed echi della tradizione musicale popolare per I Solisti Aquilani, diretti da Flavio Emilio Scogna, che oggi, domenica 20 marzo alle 17 al Teatro Comunale, chiuderanno la rassegna dei Concerti Aperitivo.
L'apertura è affidata a Mozart e alla Nacht-musik K. 525, una piccola serenata notturna di piacevole ascolto, dalla scrittura semplice e lineare e dai segni armonici chiari e precisi, che denotano un classicismo equilibrato e sereno. Il dato rilevante è la limpidezza e la trasparenza quartettistica del suono e l'omogeneità e la fusione degli impasti strumentali, in obbedienza alle regole di un discorso musicale accessibile a tutti e senza quei risvolti tragici e quei tormenti spirituali che pur esistono nell'arte mozartiana. L'opera, composta nell'agosto del 1787 sembra richiamarsi alle deliziose composizioni giovanili salisburghesi ed è stata scritta molto probabilmente in occasione di una ricorrenza festiva, destinata ad una esecuzione da tenersi in un elegante cortile o in giardino di un palazzo principesco, secondo le abitudini della società mecenatistica del tempo.
Atmosfere dal sapore “antico” e leggendario con il secondo brano in esecuzione, Danze Rumene di Bartok. Compositore che è stato ormai messo alla pari con Schönberg, Strawinsky e Hindemith, Bela Bartok è ungherese fin nelle midolla ed è meritevole di studi etnologico-musicali di primissima importanza. Tale “humus” nazionalistico fu da lui trasposto anche nelle sue composizioni di musica “pura”. Un esempio di questa relazione tra la tradizione popolare e la personale appropriazione da parte del compositore è rappresentato proprio da Danze rumene, scritta da Bartok prima per pianoforte, nel 1915, poi nel 1917 strumentata per piccola orchestra. Tutte collegate, queste Danze dichiarano precisi riferimenti regionali cui rispettivamente hanno attinto; e formano un tutto compatto, nell'ambiente armonico modale, nella sequenza e nei contrasti dinamici e ritmici, oltre che in quelli espressivi.
Gran finale con la Serenata per archi di Ciaikosvki. Scritta tra il settembre ed il novembre del 1880, ed eseguita per la prima volta a Pietroburgo il 30 ottobre del 1881, la Serenata op. 48 è dedicata a Kostantin Karlovic Albrecht, violoncellista e compositore, fondatore con N. Rubinstejn del Conservatorio di Mosca, e amico intimo del musicista. Suddivisa in quattro movimenti la Serenata propone strutture linguistiche proprie del XVIII secolo, nella regolare struttura delle frasi melodiche, nell'ordinato cadenzare del discorso armonico, nel ricorrere ai piccoli fugati molto di maniera.
Bacchetta della serata Flavio Emilio Scogna. Si è formato nelle città di Genova, Bologna e Roma compiendo gli studi di composizione, direzione d'orchestra e conseguendo la laurea in Discipline della Musica (Università di Bologna). Nel 1982/83 è stato allievo per la direzione d'orchestra di Franco Ferrara e, tra il 1984 e il 1988 ha collaborato con Luciano Berio. Le sue opere vengono eseguite nelle più prestigiose sedi concertistiche internazionali. Parallelamente alla composizione, dal 1990 conduce una carriera internazionale di Direttore d'Orchestra sia nel repertorio tradizionale e operistico, sia nel repertorio della musica del Novecento e Contemporanea con un numero impressionante di prime esecuzioni. Nel 2013 gli è stato conferito il prestigioso Premio De Sica per la Musica Classica, riconoscimento che negli anni precedenti è stato assegnato a Abbado, Chailly, Muti e Berio.
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