Il modenese Giordano Cestari: «Ecco il mio “Posto” per idee in musica»
Si intitola “Un Posto” l’album di Giordano Cestari, musicista ed autore che si presenta con l’etichetta Terre Sommerse e che vede la firma di Alex Bagnoli alla produzione. Il primo singolo...
MODENA. Si intitola “Un Posto” l’album di Giordano Cestari, musicista ed autore che si presenta con l’etichetta Terre Sommerse e che vede la firma di Alex Bagnoli alla produzione. Il primo singolo estratto è “Tutti contro tutti”, uno specchio del mondo di oggi filtrato da una voce autentica con una profonda maturità musicale. Giordano Cestari si forma nel tessuto emiliano che lo vede diplomato in canto moderno all’Accademia di Musica Moderna. Suona chitarra, armonica, basso e tastiere. Ben presto iniziano collaborazioni importanti. Tra le esperienze più belle l’apertura dei concerti di Tuck & Patty, James Taylor Quartet e Maurizio Vandelli.
Cestari, un titolo molto personale per il tuo album?
«È un titolo che vuole individuare un posto ben definito nel mondo musicale odierno. Tutti noi abbiamo un posto dove ci sentiamo più a nostro agio. E questo è anche il titolo di una canzone che parla d'amore contenuto nel disco».
Il disco è un prodotto tutto modenese visto che la produzione è firmata Alex Bagnoli.
«Infatti, è prodotto da me e da Alex Bagnoli, nome conosciuto da chi fa musica. Vi hanno preso parte musicisti della zona ed è un lavoro che mi ha portato via quasi tre anni ma l'album contiene tutti brani inediti. Di solito quando si pubblica un cd si tende a mettere due o tre brani nuovi e poi alcune cover. Io invece avevo molto materiale nel cassetto e ho scelto una decina di canzoni con identità diverse. Vi è una ballad messicana, un altro brano e molto rock punk. È una piccola galleria d'arte».
Il primo singolo, “Tutti contro tutti”, è un testo molto cattivo?
«Cattivo perché oggi c'è ne è bisogno. In giro c'è un lassismo negativo e manca la lotta e la voglia per cambiare le cose. Questo arrendersi senza lottare non va bene per le nuove generazioni. Occorre invece prendere in mano la propria vita e cercare di cambiarla. Se tutti noi diamo una scossa è probabile che le cose cambino. I pensieri vanno condivisi ma non come succede oggi attraverso il web dove ci si illude di avere tanti contatti ma amici veri pochi».
Oltre che cantante sei anche un musicista visto che suoni diversi strumenti.
«Io sono nato come bassista. Poi sono arrivati la chitarra, il piano e l'armonica a bocca perché amo il blues. Ultimamente mi sono appassionato all'ukulele».
Tu vieni da una famiglia di artisti.
«Mio padre ha partecipato al concorso di Castrocaro ai tempi di Luciana Turina e Gianni Pettenati. Ha scritto cose anche lui ma non me le ha fatte mai leggere. Mia madre è pittrice. L'aria artistica in famiglia si è sempre respirata».
Nella tua carriera ci sono state tante collaborazioni.
«Mi è capito di lavorare con altri miei colleghi. Ricordo particolarmente Amos Amaranti, chitarrista ex Nomadi. Ho scritto alcune cose anche per artisti di Amici e ho lavoro con Brando in suo cd».
Come stai promuovendo “Un Posto”?
«Sto facendo un tour acustico, interviste radio e show-case. Con l'avvento dell'estate ci saranno anche spazi live dove proporsi con la band. A me piace avere volumi alti con due chitarre elettriche, basso e batteria».
Alla fine chi è Giordano Cestari?
«Cestari prima di tutto è una persona che osserva e tesorizza le cose. La musica è l'abito che mi veste meglio visto che ho sempre trattato le sette note. Mi definisco un musicista-cantante che ha da dire cose utilizzando la musica».
Nicola Calicchio
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