Gazzetta di Modena

Il Mata di Modena fa bis con la mostra “Effimera”

Il Mata di Modena fa bis con la mostra “Effimera”

Il Mata, lo spazio espositivo comunale presso l'ex Manifattura tabacchi, propone la seconda mostra della sua attività e a differenza del debutto propende per il basso profilo. Qualcuno...

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MODENA. Il Mata, lo spazio espositivo comunale presso l'ex Manifattura tabacchi, propone la seconda mostra della sua attività e a differenza del debutto propende per il basso profilo. Qualcuno ricorderà la vicenda del “Manichino della storia” durante la quale il sindaco Muzzarelli, il gallerista internazionale Emilio Mazzoli e lo chef pluristellato Massimo Bottura si trasformarono in veri “megafoni” della rassegna. Ora invece, con il nuovo appuntamento “Effimera - relazioni disarmoniche”, dedicata alla new media art, i curatori Fulvio Chimento e Luca Panaro sono stati lasciati “soli” dall’amministrazione. Cambio di strategia del Comune? Chissà, quel che è certo è che alla presentazione della mostra dedicata a Eva e Franco Mattes, Carlo Zanni e Diego Zuelli rappresentanti del Comune non se ne sono visti.

A parte l'assenza giustificata dell'assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza, neppure l'ombra del sindaco, del capo della cultura o di altri assessori. Un primo risultato comunque la rassegna l'ha centrato: se il Manichino era costato 600mila euro qui, con appena 55mila euro di spesa, siamo a neppure il 10% della cifra compresi i compensi ai due esperti curatori. Va detto però che in questo caso nello spazio espositivo non sono praticamente comprese opere fisiche - costi dunque azzerati per assicurazioni e soprattutto trasporti - visto che il percorso prevede quasi per intero una serie di immagini proiettate da computer o Ipad.

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L'appuntamento inaugura domani 2 aprile alle 18 e prosegue fino al 22 maggio: ogni autore invitato ha presentato tre lavori più uno inedito. «Sia noi - spiegano i curatori Panaro e Chimento - sia gli artisti siamo nati negli anni 70 e in questa occasione portiamo a Modena artisti che utilizzano la new media art pochissimo diffusa in Italia, ma già storicizzata in America. Lo spazio del Mata è adatto ad esporre opere d'arte contemporanea per questo abbiamo scelto, in una città e una nazione abituate a vedere mostre legate al passato, lavori che si svolgono proprio in questo momento».

Lungo il percorso ci sono infatti opere realizzate attraverso video e la computer grafica, oltre ad alcune che cambiano attimo per attimo. È il caso ad esempio di una sorta di video gioco anni '80 realizzato da Zanni nel quale si inseriscono casualmente link tratti da notizie che giungono da siti specializzati. Ci sono poi lavori che agiscono sulla casella di posta di un i-phone, oppure stampanti che lasciano cadere casualmente fogli raffiguranti l'Italia. Non è una mostra semplice Effimera, ma certo ha caratteristiche di innovazione che sotto la Ghirlandina non si vedevano da un pezzo.

Stefano Luppi

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