Al Michelangelo di Modena “Refusi”, ironia al servizio di un’analisi della società
Da stasera, 5 aprile, la commedia firmata da Roberta Skerl e diretta da Vanessa Gasbarri Sul palco con Saverio Marconi, Fabio Avaro, Enzo Casertano e Maria Lauria
MODENA. Alle 21.15 di stasera 5 aprile (con repliche domani 6 e giovedì 7 aprile allo stesso orario) sarà una commedia dall'ironia trascinante ma capace di rivolgere uno sguardo lucido, disincantato ed acuto alla società che ci circonda, a chiudere la stagione di prosa del Michelangelo. Si tratta di “ReFusi” che nasce dall'incontro di due personalità femminili coraggiose e argute: il testo denso di intuizioni ed emozione di Roberta Skerl, drammaturga milanese dalla penna particolarmente prolifica ed originale, incontra la regia appassionata ed incisiva di Vanessa Gasbarri, capace di vestire ogni commedia di ritmo, energia e sentimento. “ReFusi” segna il ritorno sul palcoscenico di Saverio Marconi in una commedia brillante dopo un lungo percorso di direzione registica costellato da innumerevoli successi. Con lui un terzetto di irresistibili paladini della commedia all'italiana: il poliedrico ed effervescente Fabio Avaro, l'impetuoso spirito partenopeo di Enzo Casertano e l'imprevedibile simpatia di Maria Lauria.
Gli errori di stampa sono l'ossessione di un ex correttore di bozze. Gli strafalcioni che vede sui libri e giornali costituiscono per lui una ragione di angoscia così come tutti gli svarioni, le incongruenze, le scorrettezze e insensatezze di questo folle mondo. Il giorno in cui due tecnici dei citofoni entrano a casa sua per cambiargli l'impianto, l'uomo perde la testa. Armato di pistola, prende in ostaggio i malcapitati e la domestica ucraina che gli fa le pulizie. Fino a un imprevedibile epilogo. «È una commedia che tratta la realtà dei nostri giorni e delle nostre generazioni - spiega Fabio Avaro - C'è un uomo sulla sessantina, solo in casa, con il pensiero fisso che il suo lavoro non serva più a nulla. Lavorava nei quotidiani per correggere gli errori di stampa ma un bel giorno impazzisce e se la prende con tutti e ci vanno di mezzo dei poveri malcapitati che arrivano in casa sua per fare dei lavori. E ci va di mezzo anche la donna delle pulizie. Sono tutti refusi di una societa, ignoranti e senza cultura, che parlano anche in dialetto. Tutto in chiave comica».
Nello spettacolo si incrociano diversi dialetti.
«Il mio personaggio, Sandro, è un classico romanaccio bonaccione che poi si scoprirà che anche lui ha un suo refuso nella vita con la quale prendersela. Lui era un artigiano falegname e invece ci ha pensato l'Ikea a togliere lavoro. È costretto a fare il tecnico citofonista, cosa che odia. Il mio collega invece viene da Napoli, sempre scanzonato, che ha problemi di cuore. Un miscuglio anche di culture e di refusi. Poi si scoprirà che i personaggi da sequestrati diventano alleati del protagonista».
Ritorni al Michelangelo due mesi dopo aver portato con Gabriele Pignotta “Contrazioni pericolose”.
«Quest'anno sono di casa al teatro di via Giardini ma sono felicissimo di ritornarci perché c'è un pubblico che ci ha sempre dato delle ottime soddisfazioni con i lavori di Pignotta. È anche la prima volta che vengo a Modena senza una commedia della nostra compagnia. Credo che il pubblico si divertirà perché è un lavoro molto brillante».
Un motivo per vederla?
«Perché si passano due ore di risate e divertimento con una commedia che invita anche a qualche riflessione per quanto riguarda uno spaccato della nostra società. Poi perché è anche l'ultimo appuntamento della stagione di prosa del Michelangelo».
Nicola Calicchio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
