“Easy to remove”: un progetto solista per Pat
Il bassista dei Controtempo realizza il suo primo album e lo presenta domani sera allo Stones Cafè
VIGNOLA. Patrizio Pastorelli, in arte Pat, bassista dei Controtempo si è avventurato in un progetto solista realizzando il primo suo album, “Easy to remove”, che presenterà domani sera, giovedì, allo Stones Cafè. Pat è un artista polistrumentista modenese che sin da piccolo ha scoperto la passione per la musica e la composizione. A 17 anni inizia a scrivere canzoni. Negli anni arriva a suonare su tanti palchi nazionali e internazionali. Dopo diverse esperienze in studio, ha deciso di entrarci per produrre la sua musica facendo uscire, appunto, l'album “Easy to remove”. Sonorità che trovano ispirazione nell'alternative rock, più specificatamente nell'indie rock, i suoi brani presentano arrangiamenti coinvolgenti mantenendo l'impronta tipica del genere degli anni '90.
Come è nata l'idea di fare questo album solista?
«Paradossalmente, mi sono ritrovato a provare a fare musica mia sin da subito. Poi si sono susseguite le più svariate esperienze come bassista, chitarrista, corista, arrangiatore, fonico, ma non ho mai smesso di trovare una “mia” strada, un mio modo di fare musica. E adesso è arrivato il momento».
Hai scelto il brano singolo da lanciare?
«Si intitola “You”, una canzone che, tanto nel testo quanto nella musica, ammette le tante ombre fuori e dentro di noi, le mille difficoltà, insicurezze, paure nelle quali viviamo tutti ogni giorno. La canzone preferisce però porre l’accento sulla voglia di superarle, in particolare quando ti rendi conto che se riesci ad unire le tue forze a quelle di un altro con gli stessi intenti, ci si ritrova ad avere un’energia nuova di cui non potevi neppure immaginare l’esistenza».
Prosegue il progetto con i Controtempo?
«Non sono io la persona più indicata a svelare le prossime cose che vedranno coinvolti i Controtempo, anche perché diversi progetti che li riguardano sono in fase di definizione, però posso confermare che la collaborazione con Marco Spaggiari e soci continua e con reciproca soddisfazione».
Il titolo è in inglese ma vi sono brani in italiano?
«Per ascolti, studi, esperienze, sonorità che fanno parte del mio bagaglio personale, mi viene più spontaneo pensare e scrivere in inglese una canzone. Di recente mi è però anche capitato, in un paio di occasioni, di “pensarle” da subito in italiano ed ecco quindi i due brani in italiano che troviamo nel disco, “Linee d'aria” e “Quando sarà sera”».
Come saranno i prossimi mesi dal punto di vista musicale?
«Spero i più intensi possibile perché credo fermamente nel valore delle canzoni e spero di riuscire a farle arrivare ad un pubblico numeroso. Se riuscirò a trasmettere a qualcuno gli stessi effetti e le stesse emozioni che la musica è in grado di darmi, allora potrò essere soddisfatto a prescindere da vendite, classifiche o altro».
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