Gazzetta di Modena

«Mi volevano gli Stadio»: Adriano Molinari nella band

«Mi volevano gli Stadio»: Adriano Molinari nella band

Con il batterista modenese riprendono le date del gruppo di Gaetano Curreri «Onorato di questa scelta». Tredici i concerti. Poi di nuovo nello staff di Zucchero

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MODENA. Il tour teatrale degli Stadio, che si era temporaneamente fermato a causa di un malore dello storico  batterista  Giovanni Pezzoli, riparte venerdì dal  Gran Teatro Geox di Padova. Pezzoli si è ripreso e ora sta bene, ma dovrà rispettare un periodo di convalescenza che non gli permetterà nell’immediato di suonare.  Per sua volontà il tour continuerà  grazie all’amico batterista modenese Adriano Molinari, che in passato ha suonato anche con Zucchero. Gli Stadio, dopo la vittoria della 66esima edizione del Festival di Sanremo,  sono in tour nei  principali teatri italiani dal 10 marzo. La band presenta dal vivo i brani inediti tratti dall’ultimo album “Miss Nostalgia” e ripropone i successi, ripercorrendo così più di trent’anni di carriera musicale. Un'altra grande opportunità per premiare la professionalità di Molinari. La sua esperienza con gli Stadio dovrebbe andare avanti fino a metà maggio. Lo stile e il suono del musicista sono unici, molto riconoscibili. Un condensato di potenza e solidità tipiche del rock e di una musicalità innata degna del miglior R&B, il tutto imperniato su un senso del ritmo assoluto che lo rende uno dei batteristi più affidabili e “comodi” in circolazione. Adriano Molinari da piccolo si è avvicinato alla musica.

«Ho iniziato a sei anni - spiega - I miei genitori andavano alle feste dell’Unità a ballare con le orchestre di liscio e io, come molti bambini fanno anche adesso, stavo davanti al palco, ma volevo mettermi sempre davanti alla batteria. Una volta il batterista dell’orchestra mi mise dietro ai tamburi. Non arrivavo ai pedali però suonavo e sentii che i musicisti mi guardavano con approvazione. A otto anni ho cominciato a prendere le prime lezioni da un insegnante il cui nome è Mauro Gherardi. È stato il mio primo e unico insegnante fino a 18 anni. Ci vediamo ancora, lui viene da me o io vado da lui e suoniamo. Gli faccio sentire delle frasi che mi vengono e lui, se gli piacciono, le annota. A lui piacciono le cose un po’ composte mentre io mi trovo meglio nella semplicità, ma mi ha insegnato molto e in un certo senso mi ha insegnato anche a stare nel mondo della musica».

Questo mini tour con gli Stadio è un premio alla tua professionalità e bravura.

«Da anni sono amico del bassista del gruppo, Roberto Drovandi, anche se conosco tutti gli altri musicisti. Quando Roberto mi ha chiamato mi ha detto: il primo che ci è venuto in mente sei stato tu. Ho dovuto però rinunciare ad un tour con un bassista americano, Alfonso Johnson. Dovevamo partire fra un paio di giorni ma, a malincuore, gli ho dovuto dire di no perché mi è capitata l'occasione con Gli Stadio».

Quante tappe farai con il gruppo?

«Dovrebbero essere tredici, quelle già in calendario da tempo, fino a metà maggio».

Molti ti ricordano per la collaborazione con Zucchero.

«Io suono con Zucchero dal 2002. Sono già 14 anni e presto dovremo partire con il tour visto che è uscito il nuovo disco. Ho fatto anche un tour con Claudio Baglioni e altri artisti».

Hai mai pensato di creare un tuo progetto musicale?

«No, io sono sempre stato abituato ad essere chiamato in varie situazioni, ma non mi è mai passato per la mente di chiamare io gli altri. Bisogna anche essere predisposti per affrontare una simile avventura ed, evidentemente, io non lo sono mai stato».

Nicola Calicchio

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